Nessuno comunque spiega SENSATAMENTE come mai il suicidio, dopo gli incidenti stradali, è la principale causa di morte tra gli under 30.
Io un'ideuzza ce l'ho...
Nessuno comunque spiega SENSATAMENTE come mai il suicidio, dopo gli incidenti stradali, è la principale causa di morte tra gli under 30.
Io un'ideuzza ce l'ho...
Oddio ce ne possono essere 3000 di cause di suicidio. Pure i casi dove sembra che uno si suicidi per motivi futili spesso nascondono situazioni tremende dietro che ovviamente non vengono allo scoperto. O credete che quando si legge "tipo si suicida per delusione amorosa/litigio con i genitori/bocciatura"siano davvero quelle le motivazioni del suicidio? Spesso salta fuori che gente insospettabile ha in casa inferni che uno nemmeno immagina...come il protagonista del racconto mi pare di Pirandello(l avevo letto tipo 6 anni fa) "il treno ha fischiato" dove il tipo impazzisce da un giorno all altro e i colleghi non sapendo dell inferno che aveva in casa si chiedono come mai cascando dalle nuvole...
“At this point, the troubles in the subprime sector seem unlikely to seriously spill over to the broader economy or the financial system.” [Ben Bernanke, Federal Reserve, June 5, 2007]
Appunto, bisognerebbe conoscere anche il contesto, la situazione in cui si trova e tutte quelle cose che prese singolarmente possono sembrare piccolezze, ma che unite danno il quadro della situazione.
Duct tape is like the force. It has a light side, a dark side, and it holds the universe together....
L'ho letto anch'io questo racconto, lo studiai alle scuole superiori, il tipo in questione, in casa doveva badare a 4 (sorelle mi pare) cieche, poi non ricordo bene questo racconto, non ricordo se forse il protagonista si doveva subire altre cose a casa, oltre alle 4 cieche da badare. Comunque poi da di matto al lavoro e i colleghi ovviamente cascano dalle nuvole perchè non sanno niente dei suoi problemi.Originariamente inviata da Blanche 86
Comunque parlando del suicidio, l'argomento di questo topic, con grande dispiacere ho visto che si sono scaldati i toni, anche con un argomento delicato come questo.
Dunque a me fa molta rabbia quello che sento e che ho letto anche qua dentro da certe persone (e purtroppo molti sono così, anche mio fratello), cioè che ogni volta che qualcuno pensa al suicidio, che stando in crisi magari si sfoga pure con qualcuno, in famiglia, con l'amico stretto, con la ragazza e anche in questi forum viene considerato un piagnone, un egocentrico, un vigliacco, insomma un debole che non vuole affrontare la vita.
Queste cose mi fanno salire il sangue alla testa e me lo fanno bollire nelle vene perchè si devono saper distinguere (ma secondo me è anche questione di sensibilità), le persone che davvero si piangono addosso e non affrontano la vita, cioè quelle persone che si lamentano per il gusto di farlo, di attirare l'attenzione, di tentare di avere la gente attorno a se che le compatisce e le consola, quindi quelle persone che per ogni stronzata che gli succede fanno le tragedie greche, danno spettacolo per attirare l'attenzione della gente, dalle persone che soffrono davvero, che stanno in depressione, che si sentono gelare dentro e cercano conforto in qualcuno.
Da quello che mi è sembrato di capire c'è questa concezione distorta, molto diffusa tra la gente a quanto pare, che ogni persona per crescere e migliorare deve sempre essere trattata con durezza e le coccole, una carezza, una parola di conforto, specialmente da parte delle donne, MAI!!!!!!!!!!!!! Sono bandite e chi le cerca viene sempre considerato un patetico, un ragazzino egocentrico, un debole in poche parole. Si spesso la durezza serve per far crescere una persona, la severità appunto, ma quando si tratta di uno che sta davvero in crisi, che è assalito dal male di vivere, al contrario ci vorrebbero un pò di coccole e la durezza in questo secondo caso può peggiorare la situazione di chi soffre, perchè fa sentire queste persone ancora più uno schifo di come si sentono, le fa sentire di troppo, di disturbo alla società ed ecco che scatta il suicidio.
In questo topic ho letto un post che mi è piaciuto molto, non ricordo chi l'ha scritto, che alle volte la gente si suicida proprio da chi gli dice che ne parlano solo per attirare l'attenzione, che sono dei patetici piagnucoloni e dei vigliacchi.
Io sono una persona dura con se stessa, faccio molta autocritica, la mia vita non mi piace e per questo incolpo me stesso non me la prendo con il mondo, però non è sempre così, una cosa che invece mi fa essere incazzato verso il mondo è solo questa stortura da parte di molte persone che chi cerca conforto in qualcuno perchè sta in crisi o pensa al suicidio è un vigliacco, un debole.
11/05/2009 h. 17.56
Ci risiamo. Pensavo che la primavera e le belle giornate mi avrebbero fatto vedere tutto meglio, ma così non è. Meglio lo è stato per brevi giornate, poi il solito sconforto, la solita angoscia, il solito me di sempre, sono tornati senza degnarsi neanche di chiedere il permesso.
Continuo così, a vedere tutto nero, le chiacchiere e egli insulti degli altri sono inutili, da me stesso non chiedo quasi più niente, tutto mi sembra futile e inutile, anche sfogarmi, che poi passo per rompicoglioni o al massimo ciò che otterei sarà il non farmi capire o non ricevere un "qualcosa" che mi sia utile sul serio e non le solite cazzate.
A questo punto mi chiedo (e quì arriva il bello) se quel che ho o quel che vedo mi và bene così, e stò male per non sò cosa. Che la mia vita, insomma, mi vada bene così. Lo ritengo indegno, ma altre ipotesi non me le sono fatte. Mi piace una vita di rinunce, di sottomissione, sconforto, scazzi, angoscia, paura..può essere possibile? Ma che persona sono? che persona è una così? Cosa può esserle successo?
Da quì l'argomento del topic, al quale ancora penso e medito. A me stesso non sono utile, agli altri nemmeno, senza stare a sparare le solite cazzate di volontariato eccetera...di aiutare gli altri non me ne frega una sega, ho imparato che ognuno deve pensare ai cazzi suoi possibilmente senza disturbare l'altro...si dà quel che si riceve, non dò niente perche non ricevo niente. E a questo punto di mantenere in vita un corpo senz'anima, me ne frega il giusto.
Il guaio è che per amazzarsi, come per vivere, ci vuole le palle. O perlomeno il suicidio nasce da una spinta che uno come me non ha nemmeno per andare al cesso, visto che da anni campo per inerzia. E quindi? Quindi non sò. Vorrei dire "Ok, sono in ballo, balliamo" ma di mandare avanti un mondo e una società che mi fà rigozzare, è un pensiero che mi fà sentire peggio che campare d'inerzia.
L'inevitabile paragone con gli altri, la consapevolezza di non essere all'altezza di niente, di essere destinato a semplice comparsa nella vita poiche per essere protagonisti si deve essere altro...provo paura e imbarazzo a candidarmi per posti di lavoro, dando per scontato di essere scartato per mancanza di requisiti...ma che cazzo dà l'impulso ad una persona di buttarsi di sotto dal terzo piano?
Io invece come ho già detto, il mio suicidio preferito è quello di spararmi in bocca, un solo colpo di pistola che mi farebbe saltare tutti i denti, mi spalpolerebbe il cervello e mi fracasserebbe il cranio, spedendomi all'altro mondo in meno di un secondo, tu preferiresti buttarti di sotto.![]()
Ultima modifica di Crisi esistenziale; 11-05-09 a 23:53