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Vecchio 14-08-08, 12:13   #31 (permalink)
Devil's right hand...
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Originariamente inviata da V d L Visualizza il messaggio
Sarebbe più interessante continuare a parlare di p2p...

E ora veniamo a sto fenomeno...
Mah... soprassediamo...

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Originariamente inviata da V d L Visualizza il messaggio
Se sia illegale lo scambio di file ad uso personale è ancora tutto da vedere,
Veramente no... è illegale. Non è l'uso "personale" a fare la differenza, è la violazione delle leggi sul diritto d'autore, che prevedono espressamente cosa puoi e cosa non puoi fare con il "prodotto" che hai comprato: in pratica, quando compri un DVD (esempio a caso) sai che per legge puoi farne una copia di backup ad uso personale ma altresì sai che non puoi cedere tale copia né proiettare il film in ambienti diversi da quello per cui hai pagato i diritti (quindi no proiezioni pubbliche né in circoli privati).


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Originariamente inviata da V d L Visualizza il messaggio
Poi forse le antiche leggi sul copyrigth sarebbero un pò da rivedere...non pensi?
Assolutamente d'accordo. Per quanto mi riguarda andrebbero profondamente riviste ed adeguate ai tempi che cambiano ed ai nuovi (rispetto a quando sono state formulate) mezzi di riproduzione e canali di vendita.
Ma per ora, queste abbiamo e queste ci teniamo (almeno fino a che al governo non ci saranno ministri di età compatibile con emule ed un lettore mp3...).


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Originariamente inviata da V d L Visualizza il messaggio
Io comunque non conosco nessuno che non va mai al cinema perchè tanto si scarica il divx e se lo guarda a casa,
No? io personalmente vado molto meno spesso al cinema rispetto al passato, considerato il costo del biglietto raffrontato a quello di un divx... diciamo che se prima ci andavo 2/3 volte al mese, oggi ci vado 1 volta al mese (per quel titolo che veramente merita uno schermo da 30mt) ma in totale mi guardo 10 film... e non sono la classica "mosca bianca"!

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Originariamente inviata da V d L Visualizza il messaggio
poi porco giuda non si può pretendere che la gente prima PAGHI per andare al cinema poi PAGHI il noleggio dvd poi PAGHI per vederlo su Sky poi PAGHI per comprarsi il dvd.
No? e perché no?
quando vai al cinema paghi per vederlo su uno schermo di 300" e con audio a 16 casse, quando noleggi il dvd paghi per vedertelo con comodo a casa quando preferisci, quando confermi su sky paghi per vedertelo prima del tuo vicino che non ha la parabola e quando ti compri il dvd paghi per vedertelo quando ti pare tutte le volte che ti pare... non capisco proprio perché non si può pretendere che la gente paghi per ognuno di questi servizi! In fin dei conti non ti obbliga nessuno né ad andare al cinema, né a noleggiare/comprare un dvd né a pagare il lauto abbonamento di sky!

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Originariamente inviata da V d L Visualizza il messaggio
O se io mi volessi scaricare un film di 30 anni fa?...devo pagare?...ma cosa cazzo devo pagare? Se me lo scarico non è uguale a che me lo sia registrato l'ultima volta che l'hanno dato in tv?
Qui mi collego a quanto abbiamo concordato sopra: le leggi sul diritto d'autore devono essere riformulate al più presto. A mio avviso, il mese dopo che un film è stato dato in tv, dovrebbe essere disponibile gratuitamente e legalmente per chiunque (magari non in qualità dvd ma tv, come se l'avessi registrato senza pubblicità)! PS: diciamo almeno un mesetto, se no chi se la guarda la prima televisiva condita da 40' di pubblicità se il giorno dopo lo può scaricare senza?


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poi col p2p ci si può scambiare anche materiale perfettamente legale.
Certo, tutto quello non coperto dal diritto d'autore.


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Originariamente inviata da V d L Visualizza il messaggio
Io non condivido alcuni passi di quell'articolo ma ho paura che l'ignorante sei tu, non loro, ma cosa credi che non sappiano cosa stanno facendo e su cosa puntare per dichiararsi estranei ai reati a loro imputati?
Avranno le loro buone ragioni per dichiararsi "innocenti", comunque io non li ho mai definiti degli ignoranti...

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Originariamente inviata da V d L Visualizza il messaggio
Mi pare di capire che tu saresti per una dura repressione verso siti e server di p2p
Io mi auguro veramente che non accada, sarebbe veramente la più grande limitazione della libertà che abbia mai visto...
Non esattamente... ma ora devo scappare per pranzo, mi aspetta la carne alla brace!
Prometto che risponderò al mio ritorno!
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Vecchio 14-08-08, 17:15   #32 (permalink)
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Oltretutto sui supporti vergini grava una tassa Siae in quanto si presuppone che prima o poi in questo supporto ci venga registrato materiale protetto.

In sostanza io pago alla Siae una tassa pure sul dvd dove ci metto le foto delle vacanze...

Vi sembra giusto?

ma quindi che vogliono ancora ste schifose sanguisughe?
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Vecchio 14-08-08, 18:40   #33 (permalink)
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Originariamente inviata da V d L Visualizza il messaggio
Oltretutto sui supporti vergini grava una tassa Siae in quanto si presuppone che prima o poi in questo supporto ci venga registrato materiale protetto.

In sostanza io pago alla Siae una tassa pure sul dvd dove ci metto le foto delle vacanze...

Vi sembra giusto?

ma quindi che vogliono ancora ste schifose sanguisughe?
La tassa preventiva.
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Vecchio 15-08-08, 22:21   #34 (permalink)
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ragazzi,il p2p è un aggiramento del diritto di autore,io scarico,ma so benissimo che non sarebbe giusto...
cmq che vengono a parlare di mancanza di libertà...ma va....
perlatro in queste settimane uno chiuso il sito 'colombo' sempre in tema di download...mentre per quanta riguarda pirate bay c'è già il sostituto che labaia,org.....cioè tanto rumore per nulla

Il barista fa sempre colpo con le donne....riempie i bicchieri e svuota i coglioni...
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Vecchio 15-08-08, 22:26   #35 (permalink)
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ragazzi,il p2p è un aggiramento del diritto di autore,io scarico,ma so benissimo che non sarebbe giusto...
cmq che vengono a parlare di mancanza di libertà...ma va....
perlatro in queste settimane uno chiuso il sito 'colombo' sempre in tema di download...mentre per quanta riguarda pirate bay c'è già il sostituto che labaia,org.....cioè tanto rumore per nulla
si infatti qua tutti a palare di fascimo e copsisrzioni nma x favore

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Originariamente inviata da @laura85@ Visualizza il messaggio
poi voi non capite la fortuna di essere sani..........
se ti avessi di fronte ti ucciderei per questo!!!!!!!!!!ci sto provando idiota!!!!!!!
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Vecchio 17-08-08, 20:22   #36 (permalink)
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Originariamente inviata da Jim 'Mandrake' Visualizza il messaggio
ragazzi,il p2p è un aggiramento del diritto di autore,io scarico,ma so benissimo che non sarebbe giusto...
cmq che vengono a parlare di mancanza di libertà...ma va....
perlatro in queste settimane uno chiuso il sito 'colombo' sempre in tema di download...mentre per quanta riguarda pirate bay c'è già il sostituto che labaia,org.....cioè tanto rumore per nulla
Errato!...Il p2p è un mezzo per scambiarsi files, l'aggiramento del diritto d'autore dipende se il file protetto da copyright oppure no...
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Vecchio 18-08-08, 20:08   #37 (permalink)
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Originariamente inviata da Necromantia Visualizza il messaggio
Un sito di torrent che si erge a paladino della libertà...
Possiamo ancora contare su altre potenti forze anti fasciste come mininova e torrentz..
Senza poi contare il combattente della libertà per eccellenza: emule...
Ma certo chen se ne dicono di stronzate!
Ho approfondito la questione.
Cos'è piratebay?
E' un tracker.
Ovvero non è un programma che hosta in prima persona file illegali, è solo un motore di ricerca che contiene file che rendono possibile lo scambio tra utenti.
Di per se' non contiene materiale illegale.

A questo punto se vogliamo chiudere tutti i siti che permettono di rintracciare torrent e materiale che viola il copyright andrebbe chiuso pure Google, Yahoo e ogni altro motore di ricerca.
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Vecchio 18-08-08, 20:09   #38 (permalink)
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Pirate Bay, "i discografici schedano chi va sul sito oscurato dall'Italia" - Scienza & Tecnologia - Repubblica.it

TECNOLOGIA & SCIENZA


Chi va sul motore per file audio-video (anche illegali) chiuso
dalla magistratura ora viene individuato. Anche se è un curioso


Pirate Bay, "i discografici schedano
chi va sul sito oscurato dall'Italia"


Esposto al Garante per la protezione dei dati personali
La Fimi ribadisce: " E' fuori dal mondo questa difesa dei ladri"
di ALESSANDRO LONGO



Peter Sunde

LA PRIVACY di milioni di italiani, utenti di Pirate Bay o semplici curiosi, potrebbe essere minacciata: è l'allarme che si leva in queste ore da tanti blog e che è già arrivato al Garante per la protezione dei dati personali. Si ingigantisce così il caso del sequestro preventivo adottato in Italia contro Pirate Bay, un motore di ricerca per ritracciare musica, giochi e film, anche illegali. Tutto è nato da una scoperta fatta in contemporanea da Peter Sunde (uno dei gestori di Pirate Bay, il quale è ora indagato dalla Guardia di Finanza di Bergamo) e dal blogger Matteo Flora: i tentativi di connettersi a Pirate Bay sono inoltrati, da alcuni operatori, verso un indirizzo ip particolare, 217.144.82.26/pb, che fa capo a Pro-Music. È un sito gestito da Ifpi, associazione dell'industria discografica nel mondo.

È cosa inusuale: al solito, in casi come questo, gli utenti sono re-indirizzati a una pagina della Guardia di Finanza ospitata sui server del loro operatori. È scattato così il sospetto, sul web: di fatto ora i discografici possono sapere chi ha tentato di accedere a Pirate Bay. E quindi, in teoria, possono raccogliere gli indirizzi ip degli utenti, schedarli, e tenerne conto per future possibili azioni legali. Non sarebbe nemmeno la prima volta: una grande incetta di indirizzi ip fu fatta mesi fa, a danno di centinaia di migliaia di italiani, da alcune aziende discografiche, poi bloccate dal nostro Garante della Privacy. Secondo il quale equivaleva a "spiare gli utenti", ne ledeva il diritto alla privacy, ed era vietato. Solo le autorità potevano fare una cosa del genere e solo su ordine della magistratura. Dinanzi a questo ultimo sviluppo, l'Authority per la tutela dei dati personali fa sapere "che la segnalazione è appena arrivata e il Garante assumerà tempestivamente tutte le informazioni necessarie per verificare quanto accaduto".



Il caso Pirate Bay sembra simile a quello della Peppermint - e se così fosse significherebbe che i discografici non hanno perso la voglia di "spiare" gli utenti. Nel provvedimento (ora pubblico) del giudice di Bergamo, che chiede il sequestro di Pirate Bay, non c'è traccia infatti dell'ordine di indirizzare il traffico verso un sito dell'industria discografica. "Non mi stupirebbe se l'iniziativa fosse partita della Guardia di Finanza, che potrebbe aver chiesto ai provider di fare così. Forse ispirata dai discografici. Telecom Italia e 3 Italia hanno ubbidito, altri provider si sono rifiutati", dice Andrea Monti, avvocato tra i massimi esperti di diritto d'autore in Internet e fondatore dell'associazione Alcei, che ha segnalato la cosa al Garante della Privacy.

Nella segnalazione, Monti domanda al Garante se "sia conforme alla normativa sul trattamento dei dati personali: A) sequestrare una risorsa di rete imponendo a soggetti terzi - gli internet provider - di impedirvi l'accesso, considerato che nel codice di procedura penale non sembra rinvenirsi traccia di una norma che consenta di attuare il sequestro preventivo nei modi stabiliti dall'ordinanza del Gip di cui sopra, traducendosi tale modalità in una illegittima estensione del provvedimento a soggetti estranei al procedimento. B) Consentire che il filtraggio degli accessi a un dominio - quale che sia - possa essere eseguito dirottando gli accessi in questione verso una risorsa di rete al di fuori della giurisdizione italiana, gestita da soggetti privati con uno specifico interesse economico nel procedimento penale, consentendo a questo soggetto di "andare a pesca" di dati di traffico che potranno poi essere utilizzati nei modi più disparati".

I discografici, dal canto loro, non arretrano d'un passo: "Ci sembra fuori dal mondo questa difesa dei ladri", dice Enzo Mazza, presidente di Fimi (Federazione dell'industria musicale italiana). "Il sequestro di siti è normale in tutto il mondo. Proprio nei giorni scorsi in Francia c'è stata una decisione identica, di un giudice, contro un sito razzista".

Intanto si organizza la contro offensiva: si diffondono guide per aggirare il blocco di Pirate Bay (e con alcuni provider basta semplicemente digitare nel browser un indirizzo ip alternativo, 83.140.33.40). I gestori di Pirate Bay, inoltre, stanno preparando il ricorso contro la decisione del giudice.

(18 agosto 2008)
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Vecchio 20-08-08, 17:38   #39 (permalink)
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predefinito Ecco cosa dice la legge italiana in materia di P2P

Giusto per fare chiarezza (anche a me stesso), ho trovato un articolo del Sole24ore in cui viene spiegato in che modo è da considerare, secondo la legge Italiana, sia il P2P sia i "sistemi di difesa" contro lo stesso; ne riporto un estratto:

[...]
Ricordiamo che, dal 2005, con l'innovazione della legge 43 alla normativa sul diritto d'autore (l. 633/1941), il peer to peer illecito di file protetti è punito in Italia con sanzioni amministrative, e naturalmente ogni download o upload illegale di brani o filmati o altre opere intellettuali comporta responsabilità civile. Si arriva al codice penale in caso di file sharing a scopo di lucro. Queste regole, apparentemente lineari, si scontrano tuttavia con la tutela della privacy dei cittadini.

In Usa è da tempo in corso una battaglia proprio su questo terreno tra operatori del mercato e consumatori (in senso lato) di contenuti protetti. La stessa partita è quest'anno approdata in Italia: qui il Garante della Privacy ha emesso un provvedimento, in data 28 febbraio 2008 (Bollettino del n. 92/febbraio 2008, doc. web n. 1495246), sul celebre caso Peppermint di cui si sta tuttora discutendo in tribunale.

Il criterio amministrativo seguito dal Garante della Privacy italiano nella recente pronuncia Peppermint è stato tutto a favore degli utenti "spiati", essendosi a suo giudizio «configurata un'attività di monitoraggio vietata a soggetti privati dalla direttiva 2002/58/Ce (art. 5; cfr. art. 122 del Codice)»: trovandosi collocata in un contenzioso civile, l'indagine di Peppermint sui movimenti e sulle identità dei privati che scambiavano file online (effettuata grazie a un particolare software svizzero in grado di tracciare e recuperare gli indirizzi IP) costituiva trattamento illecito. E illecito si rivelava anche l'invio, successivo all'identificazione dei presunti "pirati", di missive legali con richieste di risarcimento per i danni subiti.
La privacy dei cittadini in quel caso pare avere prevalso sulla protezione industriale, mentre nuovi elementi di chiarezza sulle facoltà delle aziende e dei loro legali deriveranno dall'imminente approvazione definitiva, in seno al Garante, del Codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato per svolgere investigazioni difensive.

Nel settore Ict, in ballo è dunque l'equilibrio tra diritto alla riservatezza dei singoli (per esempio di coloro che scambiano file su internet attraverso software di peer to peer) e il diritto d'utilizzazione delle opere nella titolarità di media-company e case di produzione musicale, cinematografica o televisiva. Se il file sharing illegale causa danni enormi all'economia di pensiero, penalizzando l'industria culturale in maniera massiccia e togliendo, di fatto, il pane di bocca agli artisti e agli scienziati, è giusto che le case di produzione, le industrie tecnologiche e finanche gli operatori Tlc si auto-tutelino indagando, raccogliendo i dati (in particolare, gli indirizzi IP degli utenti) utili ad identificare chi commette gli illeciti e quindi a perseguirli? O la privacy degli utenti, per quanto scorretti, non è in alcun modo violabile “per legittima difesa”? Se i virus possono compromettere su scala globale l'utilizzo di un apparecchio telefonico, è giusto che il produttore abbia accesso a tutti i terminali sparsi sulla terra per risolvere eventuali problemi, con buona pace per il riserbo di tanti mobile user?

Anche in Europa bisogna prendere atto della realtà: l'infinita quantità di dati in circolazione sulla rete non è solo un problema tecnologico ma rappresenta una questione giuridica e insieme economica. Da un lato, il contributo attivo - seppur regolato e corretto - in termini di autodifesa e controllo da parte dei privati (siano essi milioni di wiki-user o singole imprese titolari di diritti d'autore o produttrici di media-player device) sembra inevitabile, perché lo Stato non ha la forza di "fare tutto da solo" - come testimonia il facile e rapido aggiramento della contromisura di inibizione del sito PirateBay.

Dall'altro, bisogna prevenire e contrastare gli abusi di chi vorrebbe conoscere ogni nostro dato personale in nome dell'efficienza di mercato, arrivando a sapere ogni nostro segreto o a trasformare l'immagine di un ingenuo ragazzo innamorato di una canzone in quella di un pericoloso criminale. Insomma, assistiamo a un incontro-scontro fra libertà, diritti e strumenti di tutela, nell'oceano straripante delle comunicazioni informatiche globali.



Link all'intero articolo: Il web nel dilemma tra privacy e pirateria - Il Sole 24 ORE
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Vecchio 20-08-08, 17:47   #40 (permalink)
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Cerchiobottista come articolo
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Vecchio 20-08-08, 17:54   #41 (permalink)
Sebastiano
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Se avessero voluto bloccare veramente il p2p l'avrebbero già fatto...
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