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Discussione: "Laurearsi dopo i 28 anni è da sfigati" La provocazione del viceministro Martone

  1. #17
    Vice ammiraglio *gp star*
    L'avatar di -Ila-
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    io penso (spero) che intendesse tutti quei ragazzetti che sono indietro con lo studio non perchè il loro tempo lo dedicano al lavoro, al volontariato, alla famiglia ecc ecc, ma a quelli che letteralmente lo PERDONO tra uscite, serate, discoteche, shopping, amici e quant'altro..ne conosco più di qualcuno, gente fuoricorso da anni che non fa UN CAZZO tutto il giorno..gente cosi è ignorante, altro che sfigata..e ignoranti anche i genitori che continuano a mantenere loro e i relativi sfizi!
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  2. #18
    Gp Maniac
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    Pare che ci siano interessanti sviluppi!

    MARTONE, GLI "SFIGATI" E QUEL CONCORSO
    NEL 2003: "NON CONVINSE I PROFESSORI"


    ROMA - La carriera di Michel Martone adesso è sotto i riflettori, dopo l'infelice battuta del viceministro, nella quale definiva «sfigati» gli studenti che non si laureavano entro i 28 anni. Dottorando a 23 anni, ricercatore di ruolo e avvocato a 26, professore associato a 27, infine professore ordinario a 29. Poi la collaborazione con il governo Berlusconi come consulente di Brunetta all'età di 35 anni e adesso in prima fila conil governo Monti come vice della Fornero. La sua battuta sui 'non laureati' ha fatto scalpore, attraversando le pagine di tutti i quotidiani e scatenando un tam-tam incredibile su Facebook e gli altri social network. Le ombre sul suo percorso professionale risalgono al concorso del 7 luglio 2003, quando Martone, figlio dell'ex avvocato generale della Cassazione Antonio Martone, passa come secondo qualificato. La cosa strana è che di otto candidati iniziali, sei si ritirarono prima della prova finale. L'altra candidata, Franca Borgogelli, dotata di un curriculum eccellente e decine di pubblicazioni, ottiene 5 punti su 5, mentre Michel si classifica secondo con 4 punti. Passa ma non convince in sede d'esame, tanto che il professor Liso scrive nel verbale: «Il candidato merita di vedere riconosciute le sue indubbie qualità in un'occasione in cui la dichiarazione della sua piena maturità costituisce frutto più di una certificazione che di un'aspettativa». Un invito, neanche troppo velato, a ripresentarsi in una seconda occasione, tanto che anche la professoressa Silvana Sciarra scrive: «Martone dimostra di trattare con spigliatezza gli argomenti prescelti, ma di dover ulteriormente affinare il ricorso al metodo storico e interdisciplinare. È auspicabile che la già acquisita maturità scientifica si consolidi in futuro". Gli altri professori si sono espressi con parole meno critiche e il candidato ha comunque superato la prova. Adesso il nome di Martone risula tra i nomi degli ordinari e dell'Università e del governo.
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  3. #19
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    L'avatar di **Zahir**
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    'azz, ordinario a 29 anni? E il cursus honorum? Che meriti aveva per passare associato un anno dopo aver ottenuto l'abilitazione ad avvocato? Presumo il merito clientelare o parentale...
    Ne ha di faccia tosta ad additare come "sfigati" quelli che a 28 anni non si sono ancora laureati.

    Ora, a prescindere dalla sua dubbia carriera universitaria, vorrei focalizzarmi sulle sue parole: credo che abbia espresso in modo completamente sbagliato un problema reale nell'università italiana.
    Tanti, troppi ragazzi se la prendono comoda considerando le aule della facoltà come un comodo parcheggio in attesa di scoprire il proprio destino..
    Tanti, troppi ragazzi devono fare sacrifici, lavorare, mantenersi da sè per potersi permettere di studiare e investire sulle proprie passioni in mancanza di una famiglia benestante che possa finanziare tasse, libri, alloggi e quant'altro, e in mancanza di una seria politica di aiuti concreti agli studenti meno abbienti.

    Per risolvere questa situazione di desolante stallo provino a prendere esempio dai Paesi più evoluti creando campus, alloggi a prezzo agevolato (ma non con contratti in nero!), borse di studio, libri a prezzo di favore. Forse è più facile prendersela con gli sfigati, però.


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  4. #20
    Gp Dipendente
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    Mah io solitamente gli universitari li vedo sempre e solo a sballarsi il fine settimana, molti sono mantenuti e fanno la bella vita...per fortuna non tutti sono così...
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  5. #21
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    Oh sì, io e Faline per esempio siamo a sculettare sui cubi delle migliori discoteche del Nord Italia ogni venerdì e sabato sera, per il resto della settimana invece ci rilassiamo nelle nostre Spa preferite e chiediamo a papino la Visa Gold per fare acquisti nel quadrilatero della moda milanese o nelle boutiques di Salizada San Moisè. Sìsì viviamo proprio così noi universitari!
    Ma che gente conosci?


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  6. #22
    Gp Maniac
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    Pare che il nostro caro Michel Martone si sia buttato la zappa sui piedi con quella dichiarazione poco felice:

    Il papà del viceministro sfigato Martone andò da Dell'Utri: "aiutami a sistemare mio figlio"




    L'amico del padre dell'attuale viceministro (quello degli 'sfigati') andò dal potente senatore del Pdl per far sistemare il giovane. Lo ha detto, a verbale, Arcangelo Martino, imprenditore al centro dell'inchiesta sulla P3. «Mi sono ricordato che Martone sosteneva che attraverso il partito voleva dare una risposta lavorativa al figlio». Arcangelo Martino ha uno stile spiccio, spesso approssimativo. Del figlio di Martone dice che «fa il commercialista, una cosa del genere».

    L'imprenditore è considerato uno dei pilastri della P3, la cricca che interveniva per pilotare le cause in Cassazione e in molti tribunali. Ma durante l'interrogatorio in carcere davanti ai pm romani ricostruisce in modo netto il principale interesse di Antonio Martone, all'epoca potente avvocato generale della Cassazione: sistemare il figlio, ossia Michel il giovane enfant prodige del governo Monti, pronto ad attaccare gli studenti fuori corso e le lauree tardive.



    Il suo curriculum di professore ordinario a soli 29 anni era anche - stando ai verbali - nelle mani degli uomini della P3. Martino dichiara che assieme a Pasqualino Lombardi, l'altro protagonista dell'inchiesta P3, si sarebbero presentati a Marcello Dell'Utri chiedendo di intervenire in favore del ragazzo. Sarebbe stato Lombardi a sollecitare la raccomandazione, accompagnata dalla lista dei meriti accademici del giovane al senatore del Pdl. Ottenendo una risposta vaga: «Va be' vediamo».

    Tanta premura per il rampollo non nasceva da una solidarietà amicale. L'interesse della P3 era chiaro: volevano che il padre intervenisse per sistemare la causa sul Lodo Mondadori, ossia il processo contro l'azienda di Silvio Berlusconi a cui era contestata un'evasione fiscale da circa 300 milioni, e sollecitasse un voto positivo della Consulta sul Lodo Alfano che garantiva l'immunità al premier. Due questioni strategiche per il Cavaliere che Pasqualino Lombardi e i suoi sodali volevano mettere a posto grazie all'aiuto di Martone, come spiegano ai magistrati.

    Antonio Martone ha dichiarato di non avere mai chiesto raccomandazioni per il figlio. L'uomo ha lasciato la suprema corte dopo la diffusione delle intercettazioni su sui contatti con gli emissari della P3. Nunzia De Girolamo, parlamentare pdl, ha descritto la presenza dell'avvocato generale ai pranzi da Tullio dove ogni settimana Lombardi riuniva i suoi compagni di merende. «Ricordo che erano presenti il sottosegretario Caliendo e diversi magistrati. Tra loro Martone, Angelo Gargani e un magistrato del Tribunale dei ministri». Il geometra irpino Lombardi si mostra capace di grandi persuasioni, come ricostruisce la De Girolamo: «Ricordo anche che Martone diceva di volere andare via dalla Cassazione e che Lombardi non era d'accordo e cercava di convincerlo a restare. Diceva che stava bene lì, che era un punto di riferimento lì. Martone insisteva dicendo che voleva fare altre esperienze e che preferiva andare da Brunetta».

    Proprio da Brunetta era poi venuto il primo incarico di consulente da 40 mila euro l'anno per Michel Martone, mentre al padre andavano ruoli direttivi. Ma Lombardi e Martino si impegnavano per trovare «attraverso il partito una risposta lavorativa» migliore per il professore in erba. Che due anni esatti dopo l'incontro tra Lombardi e Dell'Utri per trovargli un posto «attraverso il partito» è arrivato al governo Monti.

    Fonte: I segreti della casta di Montecitorio: Il papà del viceministro sfigato Martone andò da Dell'Utri: "aiutami a sistemare mio figlio"


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  7. #23
    Gp Dipendente
    L'avatar di speedcore
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    Quote Originariamente inviata da Svet Visualizza il messaggio
    Sì ok, quindi anche se io entro i 25 anni riuscissi a laurearmi summa cum laude per diventare solo l'ennesima disoccupata/precaria d'Italia, il mio impegno sarebbe servito solo a migliorare le statistiche e dare una parvenza di lustro a questo paese dinnanzi all'Europa?

    Boh.
    Una ragazza nella mia uni che si è laureata per prima (23 anni, punteggio 100) si è girata i pollici a casa per qualche mese poi per disperazione è andata a farsi un master. Forse dopo riprenderà a girarsi i pollici, ma con più stile e vigore!
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  8. #24
    *gp vip*
    L'avatar di Harue
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    Che poi rileggendo l'articolo mi sembra un po' assurdo fare il confronto con le altre realtà europee, visto che comunque i sistemi scoalstici sono diversi: innanzitutto in molti altri paesi ci si diploma un anno in anticipo (ad esempio in Inghilterra e anche in Germania mi pare) non come da noi che siamo costretti a stare a scuola fino a 19 anni e poi anche l'università può avere durata diversa (sempre in Inghilterra ad esempio mi pare duri 4 anni) e questo permette ai giovani di inserirsi prima nel mondo del lavoro, sono convinta che il sistema scolastico italiano andrebbe un po' svecchiato, poi allora si potranno fare confronti...




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