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  1. #1
    New Entry Gp
    L'avatar di Elizabeth Bathory
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    Aiuto Binge Eating Disorder

    Salve ragazze mi sono appena iscritta e mi piacerebbe confrontarmi con voi e avere qualche consiglio perché davvero dopo tutti questi anni solo al limite!..Vi riassumo brevemente la mia situazione.I miei problemi col cibo sono iniziati a 14 anni quando stavo entrando nell'anoressia, per continuare 2 anni di relativa normalità (anche se il Binge Drinkig iniziò a farsi strada), a 17 anni ho iniziato a fare uso di DROGA, perché? semplice curiosità.. poi quando ho capito che mi stava cambiando ho deciso di smettere..Da lì, in concomitanza con il binge drinking (tutt'ora presente), sono arrivate le abbuffate.. ho fatto 2 anni di terapia di gruppo ma zero miglioramenti..così ho chiesto di sostituire il gruppo con delle sedute individuali (altro buco nell'acqua) avendo perso un po' di fiducia in loro, ho deciso di rivolgermi anche ad una psichiatra (nonostante la disapprovazione del centro) dopo un mese mi ha prescritto Carbolithium, Xanax e Fluoxeren, dicendomi che soffrivo anche di DISTURBO BIPOLARE e lo penso anch'io..le abbuffate nel periodo estivo svaniscono insieme ai kg di troppo, al pessimismo..ma il comportamento anormale c'è sempre..come l'iperattività fisica, calcolare minuziosamente le calorie, non voler mettermi in costume, ubriacarmi tutte le sere, abbandonare le medicine e il terrore che ritorni dicembre e con sè le abbuffate.. Adesso ho 22 anni, durante i 5-6 mesi di abbuffate io mi rinchiudo a casa (soprattutto perché non sopporterei farmi vedere notevolmente ingrassata), passo le giornate a letto a piangere, abbandono gli amici..Fantasticare sul suicidio prima di andare a dormire è l'unica cosa che mi da un leggero senso di benessere (anche se non avrei mai il coraggio di farlo), non riesco a studiare, mi sveglio stanca..anche azioni idiote come lavarmi e andare all'università mi sembrano delle imprese! Ragazze ho perso quelli che dovrebbero essere gli anni più belli della mia vita e nessun medico potrà restituirmeli..Non so perché sto scrivendo qui dal momento che ormai nemmeno mi è rimasta più la speranza, sono arrivata alla conclusione che dopo tutti questi anni ormai LA MALATTIA è ENTRATA A FAR PARTE DI ME, è cresciuta con me.. e non c'è modo di liberarmene..Non c'è soluzione perché il problema sono io e dal momento che non ho i co***ni per uccidermi, devo almeno trovare il modo per conviverci nel modo meno doloroso possibile.
    Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi solo i sogni che non fanno svegliare?
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  2. #2
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    L'avatar di stella*
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    Imparare a convivere con la malattia, è una cosa che mi sono ripromessa spesso anch'io. E' sbagliato. E' un qualcosa di totalmente sbagliato. Rassegnarsi a sopportare il proprio male solo perché non si ha il coraggio di combatterlo è pura vigliaccheria. E' difficile, eccome se lo è, ma bisogna trovare la forza di farlo, di riprendersi la propria vita, di cercare di superare tutto sul serio. Ti porti dietro questo fardello da così tanto tempo che cominci a pensare che sia parte di te, ma non è così, tu non sei soltanto una ''malata'', sei molto di più e non è mai troppo tardi per guarire. Hai perso un po' di tempo ma sei ancora giovane e di anni felici ne hai ancora un sacco di fronte a te, non farti rubare anche questi. Un abbraccio.
    Ci sono difetti che, sfruttati bene,
    brillano più della stessa virtù.

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  3. #3
    New Entry Gp
    L'avatar di Elizabeth Bathory
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    Ciao Stella, grazie per avermi risposto..Credo che non si tratti di vigliaccheria, inizialmente ho cercato di combatterlo da sola, poi con l'aiuto della mia famiglia per quanto sia stato difficile parlargliene, poi ho preso l'iniziativa di andare in un centro e poi dalla psichiatra. Non nego che un po' la colpa è anche mia perché a giugno ho deciso di partire per tre mesi a lavorare fuori ed ho lasciato terapia e tutto nella fase "up". Ma adesso che dovrei fare? Tu sei riuscita a uscirne?
    Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi solo i sogni che non fanno svegliare?
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  4. #4
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    Se ne sono uscita? Fino a qualche mese fa ti avrei risposto con un convintissimo si. Non è stato semplice ma con degli ottimi terapeuti e il supporto dei miei cari ce l'ho fatta. Ho passato degli anni tranquillissimi, sfiorati a volte da qualche malsano pensiero che riaffiora nei momenti meno felici lo ammetto, ma mi sentivo comunque libera da questo fardello. Adesso è un brutto periodo per me e, purtroppo, ho la tendenza a sfogare i dispiaceri attraverso il cibo...
    Credi che la terapia funzioni? Se pensi che possa esserti d'aiuto dovresti riprenderla. Parlane con gli amici, con i tuoi, fai qualsiasi cosa che possa farti stare meglio, anche soltanto un po'. E abbi la forza di non farti abbattare: preparati e vai all'università anche quando sembra un'impresa, chiama i tuoi amici e passa del tempo con loro anche se pensi di non averne voglia, vai in biblioteca e imponiti di studiare, accendi la tv o leggi un libro quando la sera ti abbranca l'idea del suicidio. Sforzati più che puoi per vivere normalmente la tua vita.
    Ci sono difetti che, sfruttati bene,
    brillano più della stessa virtù.

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  5. #5
    New Entry Gp

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    Cara Elizabeth,
    so che in questo momento le mie parole potrebbero non esserti molto di conforto ma voglio dirti che non sarà sempre così buio e difficile come è ora!
    io ci sono passata per cui ti capisco benissimo...
    c'è stato un periodo cinque anni fa in cui mi abbuffavo tantissimo e, come te, mi vergognavo del mio corpo e non volevo uscire...mi sono sentita davvero uno schifo in quel periodo e mi sono vergognata molto non solo del mio corpo ma proprio di me stessa, sentivo l'impulso ad abbuffarmi come una cosa incontrollata, nascondevo persino le carte delle brioches sotto gli armadi per non farle trovare a mia madre... non ne ho mai parlato con i miei e probabilmente ho sbagliato, i miei vedevano solo che continuavo ad ingrassare ma non mi hanno mai chiesto perchè o altro, mia madre mi diceva solo di mangiare meno e mi nascondeva le scatole di biscotti dalla credenza... giuro che era da un po' che non ripensavo a queste cose e ho deciso di risponderti perchè so cosa significa quello che stai passando, so che può sembrare una strada senza via d'uscita ma non è così... io sinceramente non so dirti cosa mi sia successo, so solo che ad un certo punto ho cominciato a smettere, e adesso a distanza di anni ho riacquistato un peso normale e giusto rispetto alla mia corporatura... alcuni potrebbero dire che magari non sono stata davvero malata se ne sono uscita così, da sola, ma io posso dire con sicurezza di esserlo stata eccome, c'erano giorni in cui non avevo voglia nemmeno di mettere il piede fuori di casa per andare a scuola, dove vedevo tutte le mie compagne con fisici perfetti (che in realtà erano fisici normali...)e mi sentivo costantemente inferiore...oggi non mi abbuffo più, posso dire di essere "guarita", anche se in realtà il rapporto con il ciboe con il mio corpo è sempre un po' conflittuale. Diciamo che posso dire di aver trovato una sorta di stabilità, con qualche piccola crisi ogni tanto ma che tutto sommato va bene...
    so che non volevi sentire la mia storia, spero solo di averti dato un po' di speranza e averti fatto capire che anche se adesso ti sembra di essere in un vicolo cieco non è così, se ne può uscire!
    Ti auguro di trovare la tua via d'uscita al più presto.
    Un abbraccio
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