L'Emilia è una zona famosa per la tradizione culinaria (quale zona d’italia non lo è?) ma la mancanza di pesce ha spinto nei secoli tale tradizione ad innovare molto e trovare prodotti molto particolari,se non unici al mondo (tutte le grandi varietà di salumi).Ciò nonostante alla base dei piatti tradizionali c’è sempre un forte legame con la terra e gli allevamenti,segno del legame che noi abbiamo con la pianura e le colline che ci circondano.
Partiamo dal, credo, più conosciuto: il Culatello di Zibello, il “Re dei salumi”.
Si tratta del salume più pregiato e anche più costoso.
Di fatto è la parte della coscia del maiale (quella che si usa per produrre il prosciutto crudo) senza l' osso, insaccata nel “classico” budello” è lasciata stagionare per almeno 10 mesi.
Il Culatello di Zibello è un prodotto DOP e la sua produzione è limitata a certi comuni della provincia di Parma.
Contiene carne di maiale, sale, aromi e, ahimè, può contenere come conservanti nitrato di potassio o di sodio. Ci sono comunque anche produttori che non utilizzano nitrati (La Corte Pallavicina ad esempio).
Fondamentale è l'umidità che viene dal Po, la nebbia che entra nelle cantine e avvolge i singoli culatelli.
Consorzio del Culatello di Zibello - Il Consorzio
Il Prosciutto Crudo di Parma è l'altro salume DOP della provincia di Parma.
Gli ingredienti sono la coscia del maiale, sale, aromi.
Il Prosciutto di Parma è tra i prosciutti più magri, l'unica pecca (come tutti i salumi) è l'alto contenuto di sodio.
La stagionatura può durare fino a 24 mesi.
Prima di essere commercializzato il singolo prosciutto viene sottoposto a controlli alla fine dei quali viene impressa sulla cotenna la corona a 5 punte, simbolo che certifica la qualità del prodotto.
Il Consorzio - Consorzio del Prosciutto di Parma
Ma anche Piacenza ha il suo bel numero di salumi DOP: ecco il link al consorzio dei salumi piacentini DOP Piacenza Food Valley
La coppa (o capocollo in altre zone dell'Italia) è prodotta con i muscoli cervicali del maiale (il “coppino”).
Può contenere sale, pepe, nitrati, spezie varie (cannella, chiodi di garofano, alloro, noce moscata). Viene insaccata nel diaframma del maiale e deve stagionare per almeno 6 mesi dalla salatura, meglio se in collina.
E’ un salume non molto pregiato ma molto appetitoso, purtroppo però trovare una coppa buona è un’impresa molto ardua, troppi produttori usano abbondanza di sale per sopperire alla scarsa qualità della carne e il risultato è troppo spesso deludente.
Il salame è di fatto costituito da carne di maiale+grasso macinati non troppo fini e poi insaccati nel budello. Oltre alla carne troviamo sale, pepe, aromi e anche del vino.
La stagionatura è di almeno 45 giorni.
Il salame è un salume molto diffuso in tutta la pianura padana centrale, ma solo quello piacentino riesce veramente a spiccare sugli altri (soprattutto il mantovano e altri della bassa lombardia) per via della stagionatura in collina.
La pancetta deriva dal taglio grasso del maiale, il pancettone (). Stagiona 3 mesi e quella buona si scioglie in bocca lasciando un sapore lievemente dolce, come il lardo.
Sia per l’aspetto grasso sia per il gusto di grasso che non piace a tutti, tale salume sta via via diventando sempre meno popolare
Tra i salumi IGP invece come non citare la classica mortadella Bologna?
Sicuramente non ha bisogno di descrizioni o presentazioni. Nonostante tutto resta uno dei salumi più economici in zona.
Una citazione (anche se non credo sia riconosciuto in qualche modo) la merita lo strolghino, salame di culatello...divino.
In Emilia i salumi in antipasto vengono spesso accompagnati dallo gnocco fritto (o torta fritta a Parma): l'impasto è semplice ed è costituito da farina, lievito, acqua e sale, il tutto fritto. La tradizione vuole che la frittura sia fatta in strutto, ma è ottimo anche in olio (evo possibilmente) o di semi (il sapore è più leggero).
Nel piacentino i salumi possono essere accompagnati dalla bortellina (italianizzazione per burtleina).
Di fatto è molto simile allo gnocco fritto, però mentre lo gnocco è “cavo” all'interno (per permettere la farcitura con i salumi), la bortellina è una specie di piadina (cucinata comunque nello strutto).
Un po' meno pesanti sono le tigelle modenesi (o crescentine) il cui impasto è costituito di farina, acqua, latte e lievito. Queste per lo meno non sono fritte, ma solo cotte sul fuoco.
Le chizze reggiane sono un antipasto molto particolare, ottime calde, con ripieno di parmigiano, fritte in strutto o olio.
Anche se non è propriamente un antipasto, quando si parla di Emilia Romagna, come non citare la classica piadina a base di farina, acqua e strutto (o olio).
Si farcisce con salumi, formaggi (il tipico squacquerone romagnolo) o verdure.
Tra gli antipasti possiamo anche infilarci l'erbazzone reggiano (o scarpazoun ).
Si tratta di una torta salata con ripieno di spinaci, bietole e parmigiano (e volendo un po' di lardo o pancetta nel soffritto).
Abbiamo fatto il pieno di calorie e grassi con gli antipasti, ma vi aspettano ancora i primi, i secondi e i dolci.

















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). Stagiona 3 mesi e quella buona si scioglie in bocca lasciando un sapore lievemente dolce, come il lardo.
) o di semi (il sapore è più leggero).







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).
Fra le cose citate ho mangiato e apprezzato i tortellini, le tagliatelle col ragù, i passatelli (che adoro! <3), il Parmigiano e lo squacquerone!



delizioso!