COS' E' LA TROMBOSI?
Avete presente la crosticina che si forma quando vi tagliate la pelle? Si chiama coagulo.
Lo stesso fenomeno si verifica nei nostri vasi sanguigni, se vengono lesionati.
Accorrono delle piastrine e molti piccole proteine che tappano il buco, formando un coagulo interno che viene poi rimosso da altri fattori che circolano nel sangue quando il suo intervento non è più necessario.
A volte, però, questo coagulo non viene più rimosso e continua a crescere in modo inappropriato, oppure si forma senza che ce ne sia bisogno; in tali casi, il coagulo formatosi si chiama trombo.
COME SI FORMA UN COAGULO?
Scommetto che tutte conoscerete o avrete sentito parlare della famigerata coagulazione del sangue, un processo fondamentale per la sopravvivenza ma potenzialmente pericoloso, come abbiamo visto sopra, se non è correttamente regolato.
In breve: nel sangue e sulle pareti dei vasi possediamo cellule e molecole che sono attivate in serie per riparare i danni di cui vi ho appena parlato. Sono i cosiddetti fattori procoagulanti:Il coagulo dev'essere rimosso, quindi intervengono dei fattori anti-coagulanti:
- le piastrine si aggregano a formare un ammasso attaccato alla parete dei vasi lesionati;
- fattore XII , fattore XI, fattore X, fattore IX, fattore VIII, fattore VII, fattore V (di Leiden; ricordatevi questo nome!) si autoattivano vicendevolmente per trasfomare la protrombina in trombina, una piccola molecola importantissima;
- la trombina trasforma il fibrinogeno in fibrina, un'altra molecola fondamentale: essa serve per trasformare la massa di piastrine nel vero coagulo, compatto e resistente.
Molti dei fattori qui elencati sono prodotti dal nostro fegato (alcuni grazie al contributo della vitamina K); quindi è importantissimo essere certi che il nostro fegato goda di ottima salute per poter usufruire della coagulazione!
- trombomodulina. Lega la trombina, e insieme ad essa attivano la PROTEINA C. La proteina C agisce insieme alla PROTEINA S per inattivare i fattori procoagulanti V e VIII.
- antitrombina III. Inattiva la trombina e altri fattori procoagulanti.
- plasminogeno. Si attiva e diventa plasmina, fondamentale per rimuovere la fibrina e degradare molti fattori procoagulanti.
PERCHE' LA TROMBOSI E'PERICOLOSA?
Domanda più che lecita. Come è possibile che un processo salvavita abbia effetti dannosi?
I trombi sono fondamentalmente dei coaguli che non hanno alcuna ragion d'essere: sono lì, attaccati al vaso, ma non c'è motivo per la loro presenza.
Putroppo possono portare a conseguenze drammatiche:
-continuano imperterriti a crescere, arrivando ad occupare l'intero spazio interno del vaso. Praticamente creano un ingorgo che impedisce al sangue di fluire, privando alcune zone del nostro corpo di ossigeno e nutrienti. Cosa succede a noi se non possiamo respirare, o mangiare? Soffriamo, e dopo un po'di tempo moriamo. La stessa cosa capita ai nostri tessuti: se sono privati del sangue troppo a lungo, alla fine moriranno.
-alcuni pezzetti del trombo possono staccarsi e viaggiare nel nostro corpo, trasportati dal sangue. Questi pezzettini liberi si chiamano emboli ; nel loro viaggio si fermano in vasi sanguigni più stretti, bloccando anch'essi l'afflusso di sangue ai tessuti. Se viene interrotta la circolazione sanguigna nel cervello, i neuroni possono morire e provocare un ictus.
Alcune considerazioni più dettagliate e specifiche:
-nelle vene superficiali delle gambe, un trombo che ostacoli il passaggio di sangue può essere avvertito perchè quella zona diventa fastidiosamente dolorosa, leggermente gonfia, e più suscettibile a sviluppare infezioni. Fortunatamente, questi trombi non generano emboli.
-nelle vene della gamba più profonde, i trombi possono invece dare origine ad emboli che vengono a volte trasportati fino ai polmoni, con serie complicanze.
-i trombi che nascono nelle arterie o nel cuore spesso provocano conseguenze cliniche perchè si staccano emboli o per la morte dei tessuti privati di sangue.
LE CAUSE DI TROMBOSIConcentriamoci sul terzo punto, il più importante in relazione all'assunzione dei contraccettivi ormonali.
- I vasi sanguigni subiscono dei danni, sono danneggiati.
- Il flusso di sangue in essi è troppo lento o troppo caotico e disordinato.
- Ipercoagulabilità del sangue.
Esistono molte condizioni, genetiche e non, le quali rendono il sangue più facilmente coagulabile, creando uno stato di predisposizione alla trombosi.
Vi ricordate i fattori anti- e procoagulanti? Il loro equilibrio è essenziale per proteggerci; putroppo alcune mutazioni genetiche lo alterano rendendoci più a rischio. Ecco le più frequenti:Vi è poi una correlazione tra il rischio di sviluppare trombosi venosa o arteriosa e il livello nel sangue di OMOCISTEINA: probabilmente essa inibisce l'azione degli anticoagulanti antitrombina III e trombomodulina, e risulta dannosa ad elevata concentrazione per la parete del vaso (e qui si torna al punto numero 1!).
- mutazione del fattore V di Leiden: il fattore mutato diventa resistente all'azione inattivante della proteina C, favorendo una coagulazione incontrollata.
- mutazioni della protrombina: le mutazioni la rendono più attiva, e sono associate ad un aumento di 3 volte del rischio di trombosi venosa.
Una mutazione nel gene MTHFR (la mutazione C677T) è piuttosto frequente nella popolazione e provoca una lieve iperomocisteinemia (= un elevato livello di omocisteina nel sangue) ; la relazione con la trombosi non è ben definita, ma ricordatevi che tutte queste mutazioni potrebbero presentarsi insieme nella stessa persona e, se sommate, risultare pericolose!
Naturalmente ci sono altre mutazioni nei geni di tutti i fattori della coagulazione ( es. antitrombina III, proteina C, proteina S). Io non ve le cito perchè sono molto rare!
FATTORI DI RISCHIO NON GENETICI: Le mutazioni del Dna diventano rilevanti quando si sovrappongono alla presenza di altri fattori che aumentano il rischio di trombosi.Se più fattori di rischio sono concomitanti (ad esempio, uso di contraccettivi ormonali+ fumo+ mutazione genetica predisponente) , il rischio di sviluppare una trombosi aumenta significativamente rispetto al rischio in caso si abbia un solo fattore di rischio (ad esempio, solo uso di contraccettivi ormonali).
- Fumo di sigaretta: danneggia i vasi sanguigni e rende il sangue ipercoagulabile.
- Ridotta attività fisica: favorisce il rallentamento del flusso sanguigno, soprattutto nelle vene delle gambe. (vedi punto 2!)
- gravidanza: il livello aumentato degli estrogeni rende il sangue ipercoagulabile.
- USO DI CONTRACCETTIVI ORMONALI: gli estrogeni rendono il sangue ipercoagulabile, in quanto nel fegato viene aumentata la produzione di fattori procoagulanti e viene ridotta la sintesi dell'anticoagulante antitrombina III.
- Ipercolesterolemia: provoca lesioni nei vasi sanguigni.
- Obesità: aumenta l'ipercoagulabilità.
Quindi, se usate la pillola/anello/cerotto, smettete di fumare!
L'IMPORTANZA DELLE ANALISI DEL SANGUE!
Prima di iniziare ad utilizzare un qualsiasi contraccettivo ormonale, è fondamentale che il vostro ginecologo o medico di base vi prescriva delle analisi del sangue specifiche e importantissime; dovrete ripeterle una volta all'anno per assicurarsi che tutto vada per il meglio.
Se non vi richiede le analisi e vi prescrive un CO, non iniziate ad assumerlo e rivolgetevi ad un altro medico!
Quali sono questi parametri da analizzare assolutamente?
Vi controlleranno la funzionalità dei fattori anticoagulanti, che non deve essere troppo bassa, e la funzionalità dei fattori procoagulanti, che non deve essere troppo elevata.
Ecco cosa dovreste trovare scritto nelle analisi, oltre ai parametri di routine:Sono importanti anche i valori del colesterolo, che non dovrebbero mai superare i 200 mg/dl; la VES o velocità di eritrosedimentazione, per controllare se il sangue è troppo denso e quindi scorre troppo lentamente.
- TEMPO DI PROTROMBINA: è il tempo richiesto per attivare la coagulazione, ed è tanto più breve quanto più alta è la concentrazione sanguigna di protrombina. Non deve superare i valori di riferimento.
- FIBRINOGENO: essenziale per la formazione del coagulo definitivo, non deve essere presente nel sangue in quantità eccessive.
- ANTITROMBINA III-PROTEINA C-PROTEINA S: questi anticoagulanti non devono essere presenti in quantità troppo ridotte!
- RESISTENZA ALLA PROTEINA C ATTIVATA: valuta la presenza di mutazione nel fattore V di Leiden. E' una valutazione funzionale, diversa dalla ricerca genetica di mutazioni nel gene del fattore V, della quale vi parlerò più avanti.
- TEMPO DI TROMBOPLASTINA PARZIALE: questo esame controlla la velocità alla quale si sviluppa la coagulazione.
Nel caso nella vostra famiglia si siano già verificati episodi di trombosi, o se volete sentirvi in una botte di ferro prima di assumere un CO, vi consiglio di effettuare lo screening genetico del vostro DNA.
Sicuramente verranno indagate le mutazioni del fattore V di Leiden, della protrombina, e la mutazione C677T di MTHFR; tutte queste condizioni, vi ricordo, aumenterebbero il rischio di sviluppare la trombosi.
Spero di essere riuscita a comunicarvi la fondamentale importanza delle analisi del sangue, e di aver giustificato il nostro costante appello a non assumere CO se nessuno vi ha prima controllato i parametri della coagulazione (e la funzionalità epatica).
La nostra salute va protetta ad ogni costo e non penso che valga la pena di barattarla con rapporti sessuali protetti da gravidanze ma che vi espongano a rischi di patologia vascolare.
Fate la scelta corretta nei confronti di voi stesse e non trascurate la prevenzione!
Basta un semplice prelievo per vivere il vostro rapporto d'amore davvero in sicurezza.

















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