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Discussione: Impariamo a conoscere la trombosi.

  1. #1
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    L'avatar di **Zahir**
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    Impariamo a conoscere la trombosi.

    COS' E' LA TROMBOSI?
    Avete presente la crosticina che si forma quando vi tagliate la pelle? Si chiama coagulo.
    Lo stesso fenomeno si verifica nei nostri vasi sanguigni, se vengono lesionati.
    Accorrono delle piastrine e molti piccole proteine che tappano il buco, formando un coagulo interno che viene poi rimosso da altri fattori che circolano nel sangue quando il suo intervento non è più necessario.
    A volte, però, questo coagulo non viene più rimosso e continua a crescere in modo inappropriato, oppure si forma senza che ce ne sia bisogno; in tali casi, il coagulo formatosi si chiama trombo.

    COME SI FORMA UN COAGULO?
    Scommetto che tutte conoscerete o avrete sentito parlare della famigerata coagulazione del sangue, un processo fondamentale per la sopravvivenza ma potenzialmente pericoloso, come abbiamo visto sopra, se non è correttamente regolato.
    In breve: nel sangue e sulle pareti dei vasi possediamo cellule e molecole che sono attivate in serie per riparare i danni di cui vi ho appena parlato. Sono i cosiddetti fattori procoagulanti:
    • le piastrine si aggregano a formare un ammasso attaccato alla parete dei vasi lesionati;
    • fattore XII , fattore XI, fattore X, fattore IX, fattore VIII, fattore VII, fattore V (di Leiden; ricordatevi questo nome!) si autoattivano vicendevolmente per trasfomare la protrombina in trombina, una piccola molecola importantissima;
    • la trombina trasforma il fibrinogeno in fibrina, un'altra molecola fondamentale: essa serve per trasformare la massa di piastrine nel vero coagulo, compatto e resistente.
    Il coagulo dev'essere rimosso, quindi intervengono dei fattori anti-coagulanti:
    • trombomodulina. Lega la trombina, e insieme ad essa attivano la PROTEINA C. La proteina C agisce insieme alla PROTEINA S per inattivare i fattori procoagulanti V e VIII.
    • antitrombina III. Inattiva la trombina e altri fattori procoagulanti.
    • plasminogeno. Si attiva e diventa plasmina, fondamentale per rimuovere la fibrina e degradare molti fattori procoagulanti.
    Molti dei fattori qui elencati sono prodotti dal nostro fegato (alcuni grazie al contributo della vitamina K); quindi è importantissimo essere certi che il nostro fegato goda di ottima salute per poter usufruire della coagulazione!

    PERCHE' LA TROMBOSI E'PERICOLOSA?
    Domanda più che lecita. Come è possibile che un processo salvavita abbia effetti dannosi?
    I trombi sono fondamentalmente dei coaguli che non hanno alcuna ragion d'essere: sono lì, attaccati al vaso, ma non c'è motivo per la loro presenza.
    Putroppo possono portare a conseguenze drammatiche:
    -continuano imperterriti a crescere, arrivando ad occupare l'intero spazio interno del vaso. Praticamente creano un ingorgo che impedisce al sangue di fluire, privando alcune zone del nostro corpo di ossigeno e nutrienti. Cosa succede a noi se non possiamo respirare, o mangiare? Soffriamo, e dopo un po'di tempo moriamo. La stessa cosa capita ai nostri tessuti: se sono privati del sangue troppo a lungo, alla fine moriranno.
    -alcuni pezzetti del trombo possono staccarsi e viaggiare nel nostro corpo, trasportati dal sangue. Questi pezzettini liberi si chiamano emboli ; nel loro viaggio si fermano in vasi sanguigni più stretti, bloccando anch'essi l'afflusso di sangue ai tessuti. Se viene interrotta la circolazione sanguigna nel cervello, i neuroni possono morire e provocare un ictus.

    Alcune considerazioni più dettagliate e specifiche:
    -nelle vene superficiali delle gambe, un trombo che ostacoli il passaggio di sangue può essere avvertito perchè quella zona diventa fastidiosamente dolorosa, leggermente gonfia, e più suscettibile a sviluppare infezioni. Fortunatamente, questi trombi non generano emboli.
    -nelle vene della gamba più profonde, i trombi possono invece dare origine ad emboli che vengono a volte trasportati fino ai polmoni, con serie complicanze.
    -i trombi che nascono nelle arterie o nel cuore spesso provocano conseguenze cliniche perchè si staccano emboli o per la morte dei tessuti privati di sangue.

    LE CAUSE DI TROMBOSI
    1. I vasi sanguigni subiscono dei danni, sono danneggiati.
    2. Il flusso di sangue in essi è troppo lento o troppo caotico e disordinato.
    3. Ipercoagulabilità del sangue.
    Concentriamoci sul terzo punto, il più importante in relazione all'assunzione dei contraccettivi ormonali.
    Esistono molte condizioni, genetiche e non, le quali rendono il sangue più facilmente coagulabile, creando uno stato di predisposizione alla trombosi.
    Vi ricordate i fattori anti- e procoagulanti? Il loro equilibrio è essenziale per proteggerci; putroppo alcune mutazioni genetiche lo alterano rendendoci più a rischio. Ecco le più frequenti:
    • mutazione del fattore V di Leiden: il fattore mutato diventa resistente all'azione inattivante della proteina C, favorendo una coagulazione incontrollata.
    • mutazioni della protrombina: le mutazioni la rendono più attiva, e sono associate ad un aumento di 3 volte del rischio di trombosi venosa.
    Vi è poi una correlazione tra il rischio di sviluppare trombosi venosa o arteriosa e il livello nel sangue di OMOCISTEINA: probabilmente essa inibisce l'azione degli anticoagulanti antitrombina III e trombomodulina, e risulta dannosa ad elevata concentrazione per la parete del vaso (e qui si torna al punto numero 1!).
    Una mutazione nel gene MTHFR (la mutazione C677T) è piuttosto frequente nella popolazione e provoca una lieve iperomocisteinemia (= un elevato livello di omocisteina nel sangue) ; la relazione con la trombosi non è ben definita, ma ricordatevi che tutte queste mutazioni potrebbero presentarsi insieme nella stessa persona e, se sommate, risultare pericolose!

    Naturalmente ci sono altre mutazioni nei geni di tutti i fattori della coagulazione ( es. antitrombina III, proteina C, proteina S). Io non ve le cito perchè sono molto rare!

    FATTORI DI RISCHIO NON GENETICI: Le mutazioni del Dna diventano rilevanti quando si sovrappongono alla presenza di altri fattori che aumentano il rischio di trombosi.
    • Fumo di sigaretta: danneggia i vasi sanguigni e rende il sangue ipercoagulabile.
    • Ridotta attività fisica: favorisce il rallentamento del flusso sanguigno, soprattutto nelle vene delle gambe. (vedi punto 2!)
    • gravidanza: il livello aumentato degli estrogeni rende il sangue ipercoagulabile.
    • USO DI CONTRACCETTIVI ORMONALI: gli estrogeni rendono il sangue ipercoagulabile, in quanto nel fegato viene aumentata la produzione di fattori procoagulanti e viene ridotta la sintesi dell'anticoagulante antitrombina III.
    • Ipercolesterolemia: provoca lesioni nei vasi sanguigni.
    • Obesità: aumenta l'ipercoagulabilità.
    Se più fattori di rischio sono concomitanti (ad esempio, uso di contraccettivi ormonali+ fumo+ mutazione genetica predisponente) , il rischio di sviluppare una trombosi aumenta significativamente rispetto al rischio in caso si abbia un solo fattore di rischio (ad esempio, solo uso di contraccettivi ormonali).
    Quindi, se usate la pillola/anello/cerotto, smettete di fumare!

    L'IMPORTANZA DELLE ANALISI DEL SANGUE!
    Prima di iniziare ad utilizzare un qualsiasi contraccettivo ormonale, è fondamentale che il vostro ginecologo o medico di base vi prescriva delle analisi del sangue specifiche e importantissime; dovrete ripeterle una volta all'anno per assicurarsi che tutto vada per il meglio.
    Se non vi richiede le analisi e vi prescrive un CO, non iniziate ad assumerlo e rivolgetevi ad un altro medico!
    Quali sono questi parametri da analizzare assolutamente?
    Vi controlleranno la funzionalità dei fattori anticoagulanti, che non deve essere troppo bassa, e la funzionalità dei fattori procoagulanti, che non deve essere troppo elevata.
    Ecco cosa dovreste trovare scritto nelle analisi, oltre ai parametri di routine:
    • TEMPO DI PROTROMBINA: è il tempo richiesto per attivare la coagulazione, ed è tanto più breve quanto più alta è la concentrazione sanguigna di protrombina. Non deve superare i valori di riferimento.
    • FIBRINOGENO: essenziale per la formazione del coagulo definitivo, non deve essere presente nel sangue in quantità eccessive.
    • ANTITROMBINA III-PROTEINA C-PROTEINA S: questi anticoagulanti non devono essere presenti in quantità troppo ridotte!
    • RESISTENZA ALLA PROTEINA C ATTIVATA: valuta la presenza di mutazione nel fattore V di Leiden. E' una valutazione funzionale, diversa dalla ricerca genetica di mutazioni nel gene del fattore V, della quale vi parlerò più avanti.
    • TEMPO DI TROMBOPLASTINA PARZIALE: questo esame controlla la velocità alla quale si sviluppa la coagulazione.
    Sono importanti anche i valori del colesterolo, che non dovrebbero mai superare i 200 mg/dl; la VES o velocità di eritrosedimentazione, per controllare se il sangue è troppo denso e quindi scorre troppo lentamente.

    Nel caso nella vostra famiglia si siano già verificati episodi di trombosi, o se volete sentirvi in una botte di ferro prima di assumere un CO, vi consiglio di effettuare lo screening genetico del vostro DNA.
    Sicuramente verranno indagate le mutazioni del fattore V di Leiden, della protrombina, e la mutazione C677T di MTHFR; tutte queste condizioni, vi ricordo, aumenterebbero il rischio di sviluppare la trombosi.


    Spero di essere riuscita a comunicarvi la fondamentale importanza delle analisi del sangue, e di aver giustificato il nostro costante appello a non assumere CO se nessuno vi ha prima controllato i parametri della coagulazione (e la funzionalità epatica).
    La nostra salute va protetta ad ogni costo e non penso che valga la pena di barattarla con rapporti sessuali protetti da gravidanze ma che vi espongano a rischi di patologia vascolare.
    Fate la scelta corretta nei confronti di voi stesse e non trascurate la prevenzione!
    Basta un semplice prelievo per vivere il vostro rapporto d'amore davvero in sicurezza.


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  2. #2
    Gp Dipendente

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    Ciao Zahir, grazie per questo interessantissimo topic..proprio oggi sono andata a ritirare le analisi del sangue ed è risultato che la proteina S libera è bassa ( 51 su un valore di riferimento che va dai 55 a 160), la proteina C attivata è risultata nella norma ma la resistenza alla proteina C attivata è risultata bassa (0.77 su un valore di riferimento da 0.86 a 1.10)
    Purtroppo prendo già la pillola da un bel po' di tempo perchè la ginrcologa al tempo non mi fece fare le analisi e io mi sono fidata..
    Che dici..mi devo preoccupare (so che non sei un medico, voglio solo un consiglio spassionato)
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  3. #3
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    La resistenza alla proteina C è solitamente legato a qualche mutazione. Ti consiglio di andare dal medico e fargli vedere le analisi, che io sappia un valore inferiore al limite potrebbe essere legato alla mutazione del fattore di Leiden, ergo grosso fattore di rischio.



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  4. #4
    Gp Dipendente

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    Quote Originariamente inviata da Blue_Diamond Visualizza il messaggio
    La resistenza alla proteina C è solitamente legato a qualche mutazione. Ti consiglio di andare dal medico e fargli vedere le analisi, che io sappia un valore inferiore al limite potrebbe essere legato alla mutazione del fattore di Leiden, ergo grosso fattore di rischio.
    Sì anch'io avevo appunto questo sospetto..andrò sicuramente dal medico, prevedo una bella analisi del DNA
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  5. #5
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    Il mio consiglio è esattamente quello di Blue!
    Uno screening genetico, cara Toglierebbe ogni dubbio!


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  6. #6
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    Ragazze, l'avevo già scritto in un altro topic, ma qui forse mi saprete dare dei consigli un po' più specifici.
    Dunque, ho preso la pillola per anni, nessun problema, analisi del sangue una volta all'anno sempre perfette. Ho interrotto la pillola, e prima di iniziare a usare Nuvaring ho ripetuto le analisi..ancora tutto perfetto.
    Poi per vari motivi ho dovuto aspettare fino a due settimane fa per iniziare Nuvaring, non ho rifatto gli esami perchè comunque gli ultimi risalivano a ottobre/novembre.
    Esattamente dal giorno in cui l'ho inserito (però dalla mattina, e l'ho inserito la sera, quindi non credo che nuvaring sia la causa) ho un fastidio alla gamba sinistra..All'inizio erano tipo crampi, ora sono doloretti molto più lievi che per la maggior parte della giornata non sento..però noto che abbastanza spesso la gamba mi formicola o perde sensibilità.

    Prima di inserire nuvaring ho chiesto un parere a un amico dei miei che è medico (era domenica e non riuscivo a contattare la mia dottoressa): lui mi ha detto di stare tranquilla, che era assolutamente IMPOSSIBILE che si trattasse di trombosi perchè non c'erano fattori di rischio:
    * non fumo
    * ho molto meno di 35 anni
    * non sono nè obesa nè sovrappeso
    * nessuno dei miei familiari ha avuto problemi di questo genere
    * quando ho iniziato a sentire quel fastidio, non usavo CO
    Lui di solito è molto prudente, se avesse avuto il minimo dubbio non mi avrebbe detto così, quindi ho inserito nuvaring e mi sono messa il cuore in pace.
    Adesso però sono passate 2 settimane e ho ancora questi fastidi, anche se sono leggerissimi e sembra che diminuiscano di giorno in giorno.

    Secondo voi cosa devo fare?
    mi conviene andare dal medico e vedere se è il caso di fare altri esami?

    Grazie e scusate il papiro
    Because days come and go
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  7. #7
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    Molto probabilmente non c'è davvero nulla di cui preoccuparsi, ma come consigliavo a paradisekiss e come tutti i medici dovrebbero prescrivere, io farei uno screening genetico.


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  8. #8
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    Proprio stamattina ho preso un appuntamento con il medico di base per martedì prossimo, e glielo proporrò, vediamo cosa mi dice.
    Come si svolge l'esame?

    Avevo accennato qualcosa su questo fastidio all'osteopata, che ha trovato un punto preciso da cui il dolore si "irradiava", e facendo pressione mi faceva mooolto più male...però non mi ha detto di cosa si trattasse

    Comunque grazie del consiglio
    effettivamente sarebbe strano se fossero sintomi di trombosi, data la situazione...però sempre meglio controllare
    Because days come and go
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