STORIA DEL PATCHWORK
l PATCHWORK (dall'inglese patch, pezza e work, lavoro) e' l'arte di cucire insieme piccoli pezzi di tessuti differenti per ottenere un insieme piu' grande.
Questa tecnica permette di utilizzare ritagli che, accostati con attenzione, possono formare disegni molto piacevoli e di notevole impatto cromatico.
Puo' essere realizzato a mano o a macchina, a seconda dei motivi e delle preferenze personali.
Anche se si e' abituati a considerare quest'arte come una tecnica prettamente americana, essa e' presente in tutte le culture, basti pensare alle bandiere medioevali o anche al costume di Carnevale di Arlecchino.
Il secolo di maggior successo per il Patchwork e' il 1800: sia in Inghilterra che soprattutto in America, le donne (e spesso anche gli uomini) si dedicarono a questa attivita', vuoi per passione, vuoi per necessita' pratiche, quando per ristrettezze economiche o, come appunto in America, in luoghi disagiati, dove la disponibilita' di stoffe era ridotta, si era costretti ad utilizzare ogni singolo pezzetto di stoffa di abiti smessi senza buttare via nulla.
E proprio in America nasce l'esigenza di confezionare le trapunte tramite tanti riquadri separati che poi venivano uniti a formare un tutt'uno: la routine della vita pionieristica, infatti, vedeva la necessita' di adeguarsi a piccoli spazi: si faceva spesso patchwork durante i lunghi viaggi in carovana o nelle pause dei lavori nei campi, per cui le piccole dimensioni dei manufatti erano quanto mai opportune.
Oggigiorno il Patchwork vede una nuova rinascita, nell'ottica di una visione piu' moderna e forse meno funzionale del processo: non piu' coperta indispensabile, realizzata con stoffe di recupero proprio per evitare uno spreco di materiale, ma oggetto d'arte, studiato e lavorato di per se stesso, magari con stoffe anche costose. E oggi esce anche dallo spazio ristretto della camera da letto per diventare elemento decorativo, pannello volto ad una funzione ornamentale e non piu' solo pratica.
MATERIALI
Teoricamente per il Patchwork bastano poche cose: un po' di stoffa, un paio di forbici, un ago, spilli e un po' di filo.
In realta', pero', ci sono attrezzature che rendono il lavoro molto piu' veloce e preciso.
Innanzitutto la macchina da cucire: basta una buona macchina che abbia il punto dritto per cucire le pezze. Se si vuole anche trapuntare a macchina, pero', ne occorre una che permetta questa possibilita' con un piedino adatto. Ugualmente, per le applicazioni, se si desidera usare dei punti decorativi a macchina, occorrono delle elettroniche speciali.
Per il taglio, indispensabile per ottenere delle forme il piu' perfette possibile e' un cutter o taglierino a lama circolare inventato intorno agli anni '60 e diventato ormai uno strumento insostituibile per le quilter. Va usato abbinato a un piano di taglio graduato e a delle righe e squadre trasparenti di varie dimensioni che permettono di tagliare piu' strati di stoffa in forme geometriche molto precise.
E' molto utile e consigliabile, inoltre, avere a disposizione un ferro da stiro in modo da stirare il lavoro via via che procede. Basta un normale ferro medio, mentre per certe applicazioni specifiche esistono ora in commercio dei ferri speciali con una minuscola piastra di stiro.
Naturalmente e' indispensabile anche il comune equipaggiamento per cucire: forbici ben affilate, aghi, spilli (c'e' un tipo specifico, con lungo stelo sottile e capoccia tonda e piatta colorata molto adatto)....
Per quanto riguarda la stoffa, teoricamente puo' essere usato qualsiasi tipo di stoffa, ma quella piu' adatta, soprattutto per iniziare, e' senz'altro il cotone puro al 100%, di consistenza media. Per la varieta' di fantasie e la giusta consistenza sono molto consigliate le cotonine americane.
L'imbottitura e' indispensabile per la realizzazione di un quilt, si possono scegliere secondo le varie esigenze lo spessore, la consistenza e la presenza o meno di componenti sintetiche.
Esistono poi in commercio tantissimi attrezzi specifici che si scoprono via via che ci si innoltra in questo universo colorato e che, anche se non possono essere specificatamente definiti "indispensabili", sono senz'altro utilissimi e consigliabili in quanto permettono di velocizzare e perfezionare tecniche e metodi.
TECNICHE
Le tecniche nel Patchwork sono numerosissime, a volte molto diverse fra loro, a volte simili, alcune richiedono l'uso della macchina da cucire, altre no. E' un mondo in continua evoluzione e frequentando fiere nazionali ed internazionali se ne scopre ogni volta qualcheduna nuova. Le tecniche di base, sono comunque tre:
1) "TECNICA INGLESE" su carta si esegue a mano. Si realizza ritagliando sulla carta delle sagome (tradizionalmente degli esagoni). La stoffa viene ritagliata leggermente piu' grande e imbastita accuratamente sulle sagome in carta rivoltando i margini intorno ai bordi della carta. I vari pezzi vanno quindi assemblati con un piccolo sopraggitto e alla fine si elimina imbastitura e carta. Questa e' una tecnica che di solito suggerisco a chi si avvicina al patchwork per la prima volta e non ha molta dimestichezza con la macchina da cucire.
2) "TECNICA AMERICANA" Usato preferibilmente con i motivi rettilinei, consiste nel tagliare delle pezze e cucirle l'una all'altra seguendo uno schema. Si puo' eseguire in varii modi, i cui piu' comuni sono:
a) segnare le sagome una ad una, tagliarle lasciando un margine di cucitura, porle dritto contro dritto e cucirle lungo le linee segnate a mano (con un minuscolo punto sfilza) o a macchina.
b) Utilizzando rotella e piano di taglio tagliare le sagome piu' un margine di cucitura fisso (la larghezza del piedino della macchina da cucire) quindi cucirle a macchina senza segnare le linee ma solo utilizzando la precisione del taglio e della cucitura.
c) Disegnare il motivo su un supporto di carta e cucire le varie pezze utilizzando le linee disegnate. Questo metodo e' molto pratico per motivi piccoli e precisi.
3) "APPLIQUE'" Applicazione di pezze su una stoffa di base. Anche in questo caso le tecniche sono svariate, sia a macchina che a mano e utilizzano a volte anche punti di ricamo. Si puo' eseguire sia a macchina che a mano.
Qualunque sia la tecnica utilizzata, una volta ottenuto il TOP cioe' il sopra del lavoro, occorre aggiungere un'imbottitura e un dietro, imbastirlo con filo, con spille o con un'apposita macchinetta sparapunti e QUILTARLO, cioe' trapuntarlo a mano o a macchina.
Infine andra' realizzato un bordino tutto intorno per rifinirlo ai lati.


















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