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  1. #1
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    [RUBRICA] Criminalità organizzata

    Parte oggi la rubrica dedicata alla criminalità organizzata (mafia, camorra, 'ndrangheta, sacra corona unita...) e all'antimafia.
    Perchè purtroppo ancora oggi queste organizzazioni criminali riempiono le cronache.
    Qui possiamo postare notizie "minori" relative all'argomento, iniziative, links ecc, e scambiare pareri.

    Intanto inserisco dei links che possono essere utili:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Mafia
    http://www.libera.it/
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  2. #2
    blablabla
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    Bellissimo thread, complimenti... sarebbe quasi da linkare nella sezione "SOS Droga", dal momento che queste organizzazioni vivono anche grazie ai nostri soldi che ci fumiamo il Sabato sera (e non solo).
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  3. #3
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    Ringrazio dell'apprezzamento, dovere



    'Ndrangheta, arrestato boss tra i 30 ricercati più pericolosi

    ROMA (Reuters) - I carabinieri del Ros hanno arrestato oggi il latitante Giuseppe Bellocco, capo di una cosca della 'ndrangheta calabrese e considerato uno dei 30 ricercati più pericolosi d'Italia, come si legge in un comunicato diffuso in serata dagli stessi militari dell'Arma.

    Il boss 59enne è stato trovato all'interno di un bunker scavato a San Giovanni di Mileto, in provincia di Vibo Valentia.

    Secondo i carabineri, Bellocco, capoclan di Rosarno, era ricercato da circa 10 anni, e a suo carico pendevano una condanna all'ergastolo per omicidio, oltre a diversi provvedimenti cautelari per associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti ed altri reati.

    La condizione di latitanza, secondo gli investigatori, non avrebbe impedito al boss di dirigere le cosche della 'ndrangheta.

    http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/200...o-ca02f96.html


    Mafia: Fratello Borsellino, Voglio Risposte a Domande Che Non Mi Lasciano Pace

    Palermo, 16 lug. - (Adnkronos) - Risposte alle tante domande che non gli "lasciano pace". A chiederle in una lunga lettera aperta e' Salvatore Borsellino, fratello di Paolo. Da quel luglio del 1992, quando il tritolo di Cosa Nostra, spazzo via la vita del fratello e di cinque agenti di scorta in via D'Amelio, Salvatore non ha ottenuto risposta ai suoi dubbi e adesso, a pochi giorni dall'anniversario della strage chiede che gli siano fornite almeno alcune di quelle risposte.

    "Chiedo al procuratore Pietro Giammanco - scrive - allontanato da Palermo dopo l'assassinio di Paolo ma promosso a un incarico piu' alto piuttosto che rimosso come avrebbe meritato, perche' non abbia disposto la bonifica e la zona di rimozione per Via D'Amelio. Eppure - ricorda Salvatore Borsellino - nella stessa via, al n.68 era stato da poco scoperto un covo dei Madonia e, a parte il pericolo oggettivo per l'incolumita' di Paolo, le segnalazioni di pericolo reale che pervenivano i quei giorni erano tali da far confidare da Paolo a Pippo Tricoli lo stesso 19 luglio: 'E' arrivato in citta' il carico di tritolo per me'. La stessa domanda inoltro all'allora prefetto di Palermo Mario Jovine, anche se la risposta ritiene di averla gia' data con l'affermazione fatta in quei giorni: 'Nessuno segnalo' la pericolosita' di via D'Amelio'".

    "Chiedo alla Procura di Caltanissetta - prosegue Borsellino -, e in particolare al gip Giovanbattista Tona, il motivo dell'archiviazione delle indagini relative alla pista del Castello Utveggio: eppure proprio da questo luogo partirono, subito dopo l'attentato, alcune telefonate dal cellulare clonato di Borsellino a quello del dottor Contrada, oggi finalmente condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione per collusione e favoreggiamento. Chiedo alla stessa Procura di Caltanissetta, e sempre allo stesso gip, i motivi dell'archiviazione dell'inchiesta relativa ai mandanti occulti delle stragi". Sempre alla Procura di Caltanissetta il fratello del giudice chiede "di non archiviare, se non lo ha gia' fatto, le indagini relative alla sparizione dell'agenda rossa di Paolo e di chiarire il coinvolgimento di tutte le persone, dei servizi e non, in essa coinvolte".

    http://it.notizie.yahoo.com/adnkxml/...afde0ec_1.html
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  4. #4
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    Aperto un fascicolo dalla procura di Caltanissetta
    Borsellino, indagine su servizi segreti
    Per gli inquirenti persone legate agli apparati deviati dei servizi potrebbero aver ricoperto un ruolo nella strage di via D'Amelio

    ROMA - Potrebbero esserci i servizi segreti dietro alla strage di via D'Amelio in cui morirono il procuratore aggiunto Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta. Questo, almeno, quanto sta cercando di accertare la procura della Repubblica di Caltanissetta che ha aperto un fascicolo d'indagine sulla questione. Secondo l'ipotesi degli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto, Renato di Natale, qualcuno degli apparati deviati dei servizi segreti potrebbe aver ricoperto un ruolo nell'attentato.

    NUOVA DOCUMENTAZIONE - In particolare gli inquirenti stanno valutando una serie di documenti acquisiti dalla procura di Palermo e che riguardano il telecomando che potrebbe essere stato utilizzato dagli attentatori. A questo apparecchio è collegato un imprenditore palermitano. I processi che si sono svolti in passato hanno solo condannato gli esecutori materiali della strage, ma nulla si è mai saputo su chi ha premuto il pulsante che ha fatto saltare in aria Borsellino e gli agenti di scorta. Un altro elemento sul quale è puntata l'attenzione degli inquirenti, è «la presenza anomala» di un agente di polizia in via d'Amelio subito dopo l'esplosione. Si tratta di un poliziotto - già identificato dai magistrati - che prima della strage era in servizio a Palermo, ma venne trasferito a Firenze alcuni mesi prima di luglio dopo che i colleghi avevano scoperto da una intercettazione che aveva riferito «all'esterno» i nomi dei poliziotti di una squadra investigativa che indagava a San Lorenzo su un traffico di droga.

    17 luglio 2007
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...indagine.shtml
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  5. #5
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    Guardando "W l'Italia diretta" su RaiTre (splendida puntata) mi ha colpita la storia di Gianluca Congiusta, giovane ucciso dalla 'ndrangheta, che devo dire non conoscevo.

    Vi invito caldamente a fare un salto sul sito che gli hanno dedicato:

    http://www.gianlucacongiusta.org/

    E a leggere la bellissima lettera che gli ha dedicato la sorella Roberta, che non è solo un omaggio al fratello ma anche, inevitabilmente, un ritratto della crudeltà della 'ndrangheta (così come di ogni forma di criminalità organizzata)...del vedersi improvvisamente imprigionati nei suoi tentacoli.

    Ne riporto degli stralci:

    “ Hanno ucciso uno di noi “ questa è la frase che i sidernesi increduli si ripetevano quasi a doversene convincere. Questa è la frase che continua a risuonare nella mia mente e che in un crescendo insostenibile di sensazioni, di suoni, di odori, di sgomento mi riporta a quella sera, a quella maledetta sera, a quella frazione di secondo nella quale si è dissolta la mia esistenza.“ Hanno ucciso mio fratello “, “ Luca è morto “, e con Lui anch’io e la mia famiglia, è morto tutto ciò che eravamo. Sono stata ore ed ore, giorni e giorni, a ripeterlo “ Hanno ucciso mio fratello “, perché oltre al dolore disumano della perdita dovevo fare i conti con una realtà che pur vivendo in Calabria, non conoscevo. Non volevo crederci, avevano sbagliato persona, è stato un errore, Luca no, non è possibile. Luca era uno di noi. Era uno di quei pochi ragazzi intraprendenti, vorace di vita, ambizioso, impegnato nel sociale e per il sociale, Luca era il paese. Anche se giovanissimo, Luca era il simbolo del cambiamento. Sbaglio a dire era, Luca è, perché da quella notte il cambiamento ha avuto inizio. Per la prima volta, paesi interi, adulti, bambini, anziani, malati, ricchi e poveri, hanno iniziato a far sentire la rabbia verso quel diavolo che assoggetta, uccide, distrugge: LA MAFIA. I paesi della jonica si sono vestiti a lutto, i negozi di Siderno hanno chiuso in segno di protesta, scrivendo sulle loro vetrine: ” Chiuso perché qualcuno ha rubato la vita a Gianluca”. Quel giorno a Siderno si respirava l’odore della morte, si sentiva il silenzio degli abissi. Sì, proprio così, ce l’hanno rubato, me l’hanno portato via in una sera di maggio, senza che io potessi abbracciarlo un’ultima volta, per le condizioni in cui lo hanno ridotto. Un solo colpo, un solo preciso freddo, spietato colpo di lupara."

    "Colpo, lupara, ucciso, ma cosa sono questi termini mi chiedevo? Cosa dicono?Perché la gente vaneggia? Cosa centra con noi tutto questo?Noi siamo una normalissima famiglia di commercianti, lavoriamo da tre generazioni nello stesso settore, non siamo appetibili economicamente, non siamo in politica, nessun macchinoso sistema mafioso ci ha mai sfiorato. Abbiamo sempre vissuto nell’onestà, nella legalità, nel rispetto dei valori umani, senza fare mai distinzione, tra ricchi e poveri, ma solo distinguendo i buoni dai cattivi. Purtroppo, però, l’errore è stato proprio questo, considerare i cattivi in un emisfero a parte, illudersi che fossero lontanissimi rispetto alla nostra esistenza, ascoltare per anni i telegiornali locali, angosciandosi per le terribili notizie, ma basiti, perché nonostante tutto nella mia terra si viveva bene. Era come se si stesse parlando di un’altra Calabria, una Calabria che non conoscevo e che non avrei mai voluto conoscere. Per anni ho ascoltato ignara, quella frase che oggi fa più male di un colpo di lupara: Finché si uccidono tra loro !!!!!” Oggi tutto è cambiato, nulla di quello in cui credevo ha più un senso.

    I cattivi mi vivevano accanto, mascherandosi, confondendosi tra la brava gente, indossando giacca e cravatta di giorno, e magari un guanto nero di notte. Non credo più che si uccidano tra loro, ma sono capaci di uccidere anche “ uno di noi “, se non gli dai ciò che vogliono. Oggi mi odio, per essere stata poco attenta, poco sensibile e così tanto ingenua da credere che quel mondo di cui sentivo parlare solo in televisione, non mi appartenesse, come odio chi davanti alle stragi che si consumano fuori dall’Italia, dice “ vabbè tanto siamo lontani”!!!!! L’Italia fa parte del mondo, come la Calabria è parte d’Italia, e non e’ più tollerabile l’indifferenza di quanti ascoltano asettici una notizia di cruda cronaca calabrese, traendo come unica riflessione :” quest’estate le vacanze le facciamo da un’altra parte”.

    Tutta questa gente non ha idea, non si rende conto a quale tetro spettacolo sta assistendo, a quante vite distrutte si celano dietro il trafiletto di un quotidiano.
    Io però, non posso fargliene una colpa, perché finché non si guarderà da un’altra prospettiva, finché ci si limiterà ad un immobile sdegno, finché non si avrà la volontà di modificare gli atteggiamenti, finché non si è colpiti direttamente, purtroppo, si sentirà la notizia, ma non si potranno udire le urla di dolore. Ed è per questo che ho deciso di scrivere, per gridare il macabro spettacolo della Calabria, raccontando il macabro spettacolo al quale la mia famiglia ha dovuto assistere. Quand’è che qualcuno prenderà provvedimenti? Quand’è che ci si renderà conto che qui oramai sono necessari interventi speciali, quegli interventi di cui si fa tanta sana demagogia, ma che non si mettono in atto, se non in quei particolari periodi definiti d’emergenza, qui l’emergenza è quotidiana, è assurdo aspettare che scorra altro sangue……"

    "L’unica forma di riscatto che ho,l’unico modo per provare ad evitare altre tragedie, per provare a far capire tramite le nostre esperienze che bisogna combattere non con la spada ma con la parola,con la dignita’individuale, e’ far conoscere a tutti, anche fuori dai confini della mia terra, un eroe moderno, il mio eroe, il mio gladiatore, Luca."

    "Il killer di mio fratello ha sparato il primo colpo, l’indifferenza della gente ha continuato ad ucciderci."


    La lettera integrale è qui: http://www.gianlucacongiusta.org/joo...=129&Itemid=35
    E' lunga, ma ne vale la pena.
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  6. #6
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    Ricorre oggi l'anniversario della strage di Via D'Amelio, in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta, gli agenti Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/C..._palermo.shtml

    Si spera che questo anniversario non si riduca a vuota retorica negli ambienti della politica, e anche ognuno di noi nel suo piccolo cerchi sempre di onorare la memoria di questo uomo e di quelli come lui...

    Alcuni links:

    http://digilander.libero.it/inmemori..._biografia.htm
    http://www.palermoweb.com/iniziative/falcone.asp
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  7. #7
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    Ignazio Loiero, presidente della giunta calabrese, già vive sotto scorta

    Calabria: minacce di morte a Loiero
    La scritta «Loiero come Fortugno, stessa razza stessa fine» è comparsa su un muretto nei pressi della residenza del presidente

    CATANZARO - Ancora una minaccia al presidente della giunta regionale della Calabria, Ignazio Loiero, che da due anni è costretto a vivere sotto scorta. La scritta intimidatoria «Loiero come Fortugno, stessa razza stessa fine» è comparsa sul muretto di un piccolo ponte alle porte di Montepaone Lido, in provincia di Catanzaro, sulla costa jonica, a pochi chilometri dalla residenza estiva del presidente. Sull'episodio sta indagando la Digos di Catanzaro. Loiero, già in passato è stato bersaglio della 'ndrangheta. La prima minaccia risale al luglio del 2005, a pochi mesi dalla sua elezione. Allora, nello stesso giorno della sua elezione e in tre posti diversi (nelle case al mare, in città e in campagna), furono recapitate tre buste contenenti un proiettile, il disegno di una bara e la scritta «Loiero morirà». Da quel momento il presidente è costretto a muoversi sotto scorta sia negli spostamenti ufficiali sia in quelli privati. Un Altro tentativo di mettere paura al politico è arrivato poi il 29 dicembre dell'anno scorso, quando un uomo telefonò alla segretaria di Loiero e, con voce contraffatta e cavernosa, pronunciò la frase «ti comunichiamo che oggi l'uccidiamo». Altre telefonate dello stesso tipo sono successivamente arrivate al cellulare del presidente. E ancora, il 10 gennaio scorso, in una telefonata alla sede calabrese dell' ANSA, una voce maschile ha dichiarato: «Il presidente Loiero farà la fine di Falcone». La stessa chiamata è stata ripetuta in maniera alla redazione catanzarese della Gazzetta del Sud.
    LA SOLIDARIETA' - La vedova di Fortugno, Maria Grazia Laganà, chiamata in causa dalla scritta sul muro che offende la memoria del marito ha commentato: «Un'azione grave e preoccupante» secondo cui «la sfida criminale ai rappresentanti delle Istituzioni non si placa in Calabria, e va assumendo contorni sempre più inquietanti», ma «non si può abbassare la guardia». Anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti esprime la sua solidarietà a Loiero con il seguente messaggio: «Nell'apprendere la notizia del grave atto di intimidazione di cui ella è stata fatta segno, desidero esprimerle, caro presidente, la solidarietà mia personale e della Camera, unitamente alla più ferma condanna per questo inaccettabile gesto, nella certezza che esso non farà che rafforzare le ragioni del suo impegno al servizio delle istituzioni democratiche».

    23 luglio 2007
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/C..._minacce.shtml
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    Durissima lettera del fratello di Paolo Borsellino
    «Basta lacrime, vendichiamo Paolo»
    «Finiamola con le commemorazioni fatte da chi ha contribuito a far morire mio fratello». E ai politici: «il Sud abbandonato alla mafia»


    MILANO - «È ora di smettere di piangere per Paolo, è ora di finirla con le commemorazioni, fatte spesso da chi ha contribuito a farlo morire». È una lettera durissima quella scritta da Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il giudice morto 15 anni fa nella strage di via D'Amelio a Palermo. L'ingegnere Borsellino, che vive a Milano, ha voluto replicare al documentario sulla mafia a Palermo andato in onda lunedì sera su rai3 e condotto da Alexander Stille. Si tratta della seconda lettera che il fratello del magistrato ammazzato dalla mafia con quattro agenti della scorta, scrive. La prima lettera era stata scritta pochi giorni fa alla vigilia delle commemorazioni per il 15esimo anniversario delle stragi di Capaci e via D'Amelio.
    VENDICARE - «È l'ora invece di dimenticare le lacrime, è l'ora di lottare per Paolo, lottare fino alla fine delle nostre forze, fino a che Paolo e i suoi ragazzi non saranno vendicati e gridare, gridare, gridare finchè avremo voce per pretendere la verità, costringere a ricordare chi non ricorda», prosegue Salvatore Borsellino.
    POLITICI - Borsellino si chiede «dove sono le migliaia di persone che cacciarono e presero a schiaffi i politici che, scacciati dai funerali di Paolo, avevano osato andare nella Cattedrale di Palermo, davanti alle bare dei ragazzi morti insieme a lui, a fingere cordoglio e disputarsi i posti più in vista nei banchi della chiesa?». E ancora: «Dove sono le migliaia di giovani, di gente di tutte le età, che ai funerali di Paolo continuavano a gridare il suo nome, Paolo, Paolo, Paolo?». «Ricordi il presidente del Consiglio e ricordino tutti i politici - prosegue Salvatore Borsellino - che guidare l'Italia non è gestire un tesoretto, disquisire su scalini e scaloni, o azzuffarsi sugli interventi nelle missioni all'estero, e dimenticare che i veri problemi sono nel nostro stesso paese, in un Sud abbandonato alla mafia, alla camorra, alla ndrangheta».
    GIOVANI - Quindi l'appello ai giovani: «Ricordate che non ci può essere una repubblica, non ci può essere una democrazia fondata sul sangue, fondata sui ricatti incrociati legati alla sparizione di un'agenda rossa e delle memorie di un computer e a quello che può esserci scritto o registrato. Ricordate che non basta cambiare nome ad un partito e poi, nel discorso programmatico del suo capo in pectore non sentire neanche pronunciare la parola mafia. Ricordate che il futuro è vostro e che ve lo stanno rubando».
    L'AGENDA ROSSA - Torna in primo piano intanto la vicenda della scomparsa dell'agenda rossa del giudice ucciso in via D'Amelio. In merito, il gip di Caltanissetta Ottavio Sferlazza ha infatti indicato alla procura nuovi spunti di indagine. Nelle scorse settimane i pm avevano chiesto l'archiviazione del fascicolo iscritto a carico di ignoti per il reato di furto. Il giudice, però, si era opposto riservandosi ulteriori decisioni. Ora, con una ordinanza, il gip ha chiesto alla Procura di ricostruire cronologicamente le fasi successive all’esplosione dell’autobomba e di interrogare i due carabinieri ritratti in alcune foto in via D’Amelio il 19 luglio del 1992 accanto all’allora capitano, Giovanni Arcangioli che teneva in mano la borsa che avrebbe dovuto contenere l’agenda scomparsa e sulla quale, come abitudine, Borsellino segnava ogni cosa riguardasse appuntamenti, indagini e sue riflessioni. Arcagioli, che nel frattempo è diventato colonnello, è iscritto nel registro degli indagati a Caltanissetta per false dichiarazioni al Pm. Il Gip Sferlazza chiede anche ai Pm di Caltanissetta, inoltre, di accertare perché la relazione sulla scomparsa dell’agenda venne redatta solo a dicembre del 1992.
    24 luglio 2007
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...rsellino.shtml

    Ha pienamente ragione.
    Di mafia non si parla più, ed è proprio quello che la mafia vuole...E anch'io mi chiedo dove sia tutta la gente che nel giorno dei funerali di Paolo e delle altre vittime della mafia gridava giustizia.
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