ROMA - «Io posso capire gli errori e capisco che si possa sbagliare un intervento. Quello che non capisco è la vostra omertà». Diceva così la lettera di Mariana Diaz Vasquez appesa ai muri dell’ospedale San Camillo il giorno di Natale. Era la prima denuncia pubblica sul trattamento che ha ricevuto sua madre, Gloria Vasquez Pacheco, operata il 14 novembre scorso per intervento banale, calcoli alla colecisti. E che è ancora oggi ricoverata, questa volta allo Spallanzani, perché durante l’intervento le sarebbe stata recisa per errore la vena epatica. La mancanza di cure successive, avrebbe portato gravi danni ai tessuti che oggi, più di tre mesi dopo quell’operazione, non riescono ancora a rimarginarsi, mentre la donna è ancora in pericolo di vita.
Su tutta questa vicenda, nei giorni scorsi la procura di Roma ha aperto un nuovo fascicolo. E il medico che ha eseguito l’intervento, il primario della chirurgia d’urgenza dell’ospedale, Donato Antonellis è stato iscritto al registro degli indagati per lesioni gravi. Ma il pm titolare del fascicolo, Claudia Alberti, ha intenzione di verificare anche altri casi di interventi sbagliati che sarebbero avvenuti mentre il primario era in sala operatoria.
Quella di Antonellis è una storia nota da tempo. Nel 2008, Report aveva dedicato un’inchiesta alle denunce di altri pazienti passati sotto le sue mani e che avevano subito lesioni gravi, in qualche caso addirittura deceduti. E ora la procura di Roma ha chiesto al San Camillo 20 cartelle cliniche, corrispondenti ai casi segnalati anche informalmente da alcuni pazienti, per verificare l’operato del primario. Mentre, nei prossimi giorni, sarà affidata una perizia per verificare le condizioni di salute di Gloria Vasquez Pacheco e capire quanta parte di responsabilità abbia avuto il primario. «La notizia è nota da giorni», commenta il primario: «Si tratta di una normale operazione che ha avuto delle complicanze».
Segretario dell’Associazione medici dirigenti del Lazio (Anaao) e vicepresidente dell’Ordine dei medici chirurghi di Roma è stato esaminato a gennaio 2011 da una commissione composta da tre primari del suo stesso ospedale. Che hanno definito «ottimo» il suo operato, confermandogli il contratto per altri cinque anni. A inizio 2008, in seguito alle segnalazioni, l’ospedale ha avviato un audit interno - una verifica affidata ad una commissione di garanzia - a cui partecipava, come commissario, lo stesso Antonellis. Ma non fu rilevato nulla di grave nell’andamento del reparto d’urgenza.
Eppure, stando alle denunce della famiglia della signora Vasquez Pacheco, in ospedale sono molti a non condividere l’operato del primario. Lo scrive il marito della donna, nell’esposto denuncia da cui sono parte le indagini: «Alcuni medici dell’ospedale mi hanno messo al corrente di ulteriori fatti dei quali non posso confermare la veridicità», scrive il signor Silvio De Spirito: «Durante l’intervento era stato fatto notare al dottor Antonellis dai suoi assistenti che stava commettendo un errore, ciò nonostante egli ha proseguito recidendo di netto l’arteria epatica e le vie biliari. Il referto chirurgico è stato inserito due giorni dopo l’operazione. Il quadro istologico è stato volontariamente alterato nei referti. La registrazione video dell’operazione ripresa dalla telecamera della sonda in laparoscopia non è stata inserita nella cartella clinica e non è a tutt’oggi presente».
Articolo di ieri del messaggero , ecco il link. http://www.ilmessaggero.it/articolo....ctc=0#commenti
Lo posto qui perchè la paziente in questione è mia madre, e siamo in contatto già con altre vittime del famoso chirurgo, magari diffondendo la notizia ne raggiungiamo altre.


















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