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  • 2 Post By *DolceAmara*

Discussione: Scegliere ciò che piace o ciò che serve?

  1. #1
    New Entry Gp

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    Feb 2012
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    Scegliere ciò che piace o ciò che serve?

    Salve a tutti.
    Ho 18 anni, quest'anno avrò la maturità e in seguito dovrò scegliere cosa fare della mia vita.
    Ormai credo di aver capito quello che vorrei fare dopo: studiare la mente umana. Per questo avrei due possibilità: laurearmi in Psicologia o laurearmi in Medicina per poi specializzarmi in Psichiatria.
    Informandomi sono arrivata alla convinzione che Psicologia potrebbe interessarmi di più: mi affascina molto e penso che potrei essere più portata per un lavoro incentrato sul rapporto diretto con i pazienti, senza la somministrazione di medicinali. Arriviamo dunque al problema: non c'è lavoro. So che non devo basarmi solo su questo per prendere una decisione, però ovviamente mi sento influenzata: sul web non faccio altro che leggere di psicologi senza lavoro o che lavorano in un ambito totalmente diverso da quello per cui si sono laureati.
    L'altra idea sarebbe quella di tentare Medicina. Tralasciamo il test d'ingresso che comunque rappresenta un problema bello grosso... ma con un po' di impegno e fortuna forse potrei anche riuscirci...
    Sono sempre stata brava a scuola, ho voti altissimi in materie come la biologia e tutti, parenti e professori, mi dicono che starei bene in Medicina. Non so però se è quello che voglio io!
    Le materie scientifiche - biologia, fisica, chimica - non mi sono mai piaciute particolarmente, però le ho sempre fatte bene senza troppe difficoltà...
    Cosa dovrei fare? In breve:
    -Scelgo Psicologia, con il rischio di fare tanti anni di studio (sicuramente interessanti), sprecando tempo e soldi (visto che comunque dovrò anche trasferirmi, sarà una spesa non irrilevante per i miei genitori), per poi non riuscire mai a realizzare il mio sogno?
    -Scelgo Medicina, con molte più opportunità lavorative, ma con il rischio di intraprendere un percorso di studi che potrebbe non appassionarmi (e se non riuscissi nemmeno a portarlo avanti?!)? Diventerei un medico, studierei il CORPO, quando mi interessa solo la psiche! Poi non escludo la possibilità che dopo aver iniziato questo corso potrebbe anche interessarmi da morire, ma questo potrebbe succedere con tutte le facoltà...
    Cosa bisogna fare in questi casi? Come si deve scegliere? So che non esiste una soluzione miracolosa, però spero in qualche consiglio e in qualche racconto delle vostre esperienze.
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  2. #2
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    L'avatar di Faline
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    Il problema è che finchè non sarai dentro e con dentro intendo negli studi, non lo saprai.
    Devi però sapere, prima di tutto, che ci sarà una grossa differenza tra i pazienti con cui avrai a che fare.
    Una lieve depressione non sarà mai trattata da uno psichiatra, come una schizofrenia non sarà mai trattata da uno psicologo.
    Sono due livelli differenti, e devi capire quale ti interessa.
    Io studio medicina, quindi sono di parte, ma per quello che sto iniziando a fare di psichiatria (si parla dell' esame,non sarà la mia strada), sono fondamentali buone basi di anatomia, fisiologia, farmacologia, che sicuramente sono molto meno approfondite in psicologia, a differenza di altre materie più "umanistiche".
    Sono diverse le due figure, uno psichiatra è per prima cosa medico chirurgo, uno psicologo è uno psicologo, non saprà nulla, se non per sua scelta, di chirurgia o medicina.
    Ma ribadisco, è quello che potuto constatare io, essendo da una parte della barricata.
    A vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell'età...
    Vincitrice del contest "Miss sotto i 20 cm non se ne parla"
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  3. #3
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    L'avatar di alba.
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    forlimpopoli
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    Secondo me ti sei già risposta da sola, come puoi affrontare 10 anni di studio approfondito di materie scientifiche se tu stessa affermi che non ti piacciono particolarmente?
    oltretutto uno psicologo e uno psichiatra fanno lavori molto diversi, il secondo deve avere una conoscenza eccellente del mondo dei farmaci e quindi un approccio anche molto scientifico/chimico/farmacologico alla malattia.
    Piuttosto prendi in considerazione l'idea che se l'Italia non ti offrirà nulla puoi sempre andartene a cercar fortuna all'estero, ma non sprecare le tue attitudini in nome di un lavoro sicuro, questo è il mio consiglio.
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  4. #4
    New Entry Gp

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    Feb 2012
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    Grazie ragazze.
    Sì, so che ci sono delle grandi differenze anche tra i due lavori e sicuramente mi sento più adatta come psicologa...
    Però il fatto che non ci sia lavoro - ed è un dato di fatto da quello che leggo - mi scoraggia non poco! Soprattutto perché non ho l'appoggio dei miei e sono loro che mi finanziano...
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  5. #5
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    L'avatar di *DolceAmara*
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    Jan 2008
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    Varese
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    Io ero più o meno nella tua situazione, non ho mai avuto problemi di voti bassi, me la cavavo sia nel campo umanistico che in quello scientifico. Sono arrivata alla fine del liceo con queste opportunità:
    - lettere antiche: adoravo il latino, era la mia passione, e mi sembrava ovvio scegliere questa facoltà. Tuttavia, non avevo mai studiato il greco, quindi sarei dovuta partire da zero. E in più...avrei trovato lavoro?
    - ingegneria ambientale: sicuramente più attuale, si trova più lavoro nel campo, mi piaceva, ma non quanto il latino...
    Alla fine ho scelto ingegneria. E posso dirti che se tornassi indietro forse sceglierei lettere.
    Perchè questa facoltà forse mi garantisce più lavoro, ma un lavoro che non è quello che sognavo...e ora che sono quasi arrivata alla fine dell'università mi rendo conto che dovrò fare una vita a fare un lavoro che non è la mia passione!
    Se vuoi ascoltare i consigli di un'idiota, scegli psicologia se è quello che ami.
    Tra l'altro medicina è lunga e secondo me devi essere VERAMENTE appassionato.
    meliade and Sophia... like this.
    Io ti sento, lo stomaco si chiude, il resto se la ride appena ridi tu...
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  6. #6
    Gp Dipendente
    L'avatar di TourneSol
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    Anche io ti consiglio di scegliere quello che ti piace davvero.
    Perchè ti accorgerai, già da subito ma soprattutto con l'andare degli anni, che se ti manca la passione diventerà tutto pesantissimo, e arriverai a chiederti perchè hai scelto questa strada.
    Senza contare che non è che sei indecisa tra *la tua preferita" e una facoltà come scienze della formazione, ma tra la tua preferita e medicina!! Se inizi a fare una facoltà con un carico di lavoro del genere non essendo convintissima dubito potrai trovare la motivazione necessaria..
    .. Nessun altro poteva entrare qui, perchè quest'ingresso era destinato soltanto a te. Ora vado a chiuderlo ..
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  7. #7
    *gp star*
    L'avatar di :ManuElinA:
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    Apr 2010
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    A parte che anche psicologia è lunga, non al pari di medicina, certo, ma ci siamo quasi.
    Se ti appassiona di più il lavoro dello psicologo non farti frenare dall'assenza di lavoro: probabilmente tra tot anni ci sarà una situazione diversa.
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  8. #8
    Gp Dipendente
    L'avatar di Psike1986
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    Ciao, come al solito mi inserisco perchè ho studiato psicologia e sono solita girare per i forum a sconsigliare fortemente questa strada a parte gli scherzi ti spiego un po' la situazione (cercando di essere più oggettiva possibile e mettermi nei tuoi panni) e la mia storia, come ho già fatto con un'altra ragazza, in modo che tu possa farti un idea. Nella mia categoria sono stata fortunata, infatti dopo meno di un anno dalla laurea sto lavorando nel campo che mi piace con una discreta borsa di studio (un migliaio di euro al mese) che mi permette di vivere dignitosamente e iniziare a fare progetti col mio ragazzo. Sto facendo un dottorato di ricerca in neuroscienze e mi occupo di bambini. Ho scelto psicologia senza molta convinzione, ma da subito mi ha appassionato. Il primo consiglio che voglio darti, smentendo in parte Faline (ovviamnte non riguatdo al ruolo dello psicologo e neanche alla mole di studio) è che partire con l'idea che psicologia sia una facoltà solo umanistica (come lettere o lingue) vuol dire dimezzarsi le possibilità di lavoro in uscita sin dall'inizio. Ti prego, non farlo. Studierai biologia, statistica, genetica medica, neuroanatomia, neurofisiologia, metodi di indagine relative alle neuroscienze, neuropsicologia e psicologia cognitiva. Ora probabilmente tu partirai con l'intenzione di fare la psicologa clinica (come tutti). Molti fanno l'errore di non studiare bene queste materie, con l'idea che tanto non servono o non sono alla propria portata. Io non ho fatto quest'errore e ora lavoro...
    Studierai 5 anni (3più 2). Secondo la riforma farai 3 anni con un piano di studio abbastanza generale e poi potrai scegliere l'indirizzo che più ti interessa. Alla triennale cerca di studiare tutto bene, solo così potrai capire quello che ti interessa veramente. Al termine ti aspettano 1000 ore di tirocinio da svolgersi in un anno (cosa che in parte ti vincolerà nel poter lavorare nel tempo restante, dato che sarai impegnata 20-30 ore a settimana). Alla fine farai un esame di stato e finalmente sarai psicologa. A questo punto se veramente vuoi intraprendere la strada clinica non è finita per te ( non è finita in nessun caso ). Lo psicoterapeuta deve fare una scuola di specializzazione della durata di 4 anni, con il costo di 4-5 mila euro annui e relativo tirocinio. Oramai i concorsi pubblici sono tutti per terapeuti, inoltre anche aprirsi uno studio da semplice psicologo è abbastanza inutile perchè senza scuola non puoi fare terapia, solo test e consulenze, le quali sono gratis presso i consultori pubblici, quindi nessuno pagherà te per farle. Il mondo del lavoro è saturo, e non voglio essere pessimista ma le possibilità che la situazioe possa cambiare è bassissima. Non te lo dico per scoraggiarti, ma affinchè tu faccia una scelta consapevole. Quando entrerai all'università non ti diranno questo, perchè ovviamente devono invogliarti a rimanere. Il consiglio che ti do non è quello di non provarci, ma di farlo con consapevolezza, cercando di prendere tutto dai tuoi anni di studio. Non tralasciare nulla, studia tutto con interesse e farne tesoro. >Non essere pressapochista e già dall'università cerca di trovare una strada, di renderti diversa dagli altri. Non nel senso di essere solo più brava, ma anche più aperta, perchè la maggioranza degli studenti non lo sono e affollano i call center. Inoltre quando sarà il momento di scegliere non escludere aprioristicamente strade meno cliniche, dato che all'atto pratico sono quelle che pagano meglio e che hanno più sbocchi. Spenderai molti soldi, e molto tempo. Studierai molto e spesso non sarai valorizzata visto che si ritiene la nostra facoltà una facoltà di serie B. Ora io lavoro presso un importante centro di ricerca biomedica, e lo faccio da laureata in psicologia (non sono ancora psicologa, perchè sosterrò l'esame di stato tra pochi mesi). So fare cose che la maggior parte degli psicologi si rifiutano di fare, e so fare bene anche cose da psicologa. Certi giorni mi sento quasi un ingegnere perchè affronto molti aspetti tecnici, ma ovviamente ho ben presente la mia identità e ciò che sono. Continuo a studiare e vorrei un domani fare anche io una scuola di specializzazione (in neuropsicologia infantile). Sono arrivata a questo punto perchè ho accettato che tra mente e comportamento esiste il cervello. Ed è questo l'approccio più moderno. faccio ricerca, con tutti i problemi che questa comporta (tipo la precarietà). Ma a quasi 26 anni ho realizzato il mio sogno, e per tre anni ho uno stipendio sicuro. Sono felice. Per arrivarci ho fatto sacrifici e li ho fatti fare ai miei genitori. Fino a un mese fa facevo la commessa in un negozio di bricolage. Questa è la mia storia. Tutto si può fare, anche partendo da una base "svantaggiata" come psicologia. L'importante è non essere una tra tanti. Perchè uno tra tanti ingegneri troverà lavoro, uno tra tanti psicologi no. Impegnati e fai del tuo meglio. Stringi i denti e potresti farcela!! Good Luck

    Aggiungo un aspetto che non mi sembra per nulla secondario, anche se adesso potrebbe sembrarti così. Ora hai 18 anni ed hai i bisogni e le esigenze di una ragazza di 18 anni. Andrai all'università e ti piacerà vivere con altre ragazze, sopporterai di buon grado il fatto di non avere un auto tua ma di spostarti coi mezzi pubblici. Non penserai al matrimonio, ad avere figli ecc. Ti accontenterai di quello che possono darti i tuoi per vivere Gli anni passano in fretta e le esigenze cambiano, quello che prima per me era normale o piacevole inizia a starmi stretto. Vorrei vivere per conto mio, avere un auto mia e tutta una serie di cose a cui prima non pensavo, ma che adesso penso di meritarmi dato i sacrifici fatti. Rifletti anche su questo nel compiere le tue scelte. Bene adattarsi e fare sacrifici, ma la vita è fatta di tante cose, e col tempo le esigenze cambiano.
    Ultima modifica di Psike1986; 05-02-12 a 12:50
    Butterò questo mio enorme cuore oltre le stelle un giorno giuro che lo farò...
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