Buonasera,
Sono Anima in fuga. Scrivo in anonimato perché lo preferisco, non sono un appassionata di Forum ed è già tanto che esprimo quello che ho dentro attraverso una macchina.
Le circostranze, però, mi portano quì a condividere i fatti con il web, sperando di trovare qualcuno in grado di aiutarmi perché sono Davvero Stanca.
Vorrei prima di tutto specificare che ho ventuno anni. La mia è stata un' infanzia abbastanza stabile, non ricordo di aver vissuto momento di paura o di aver subito violenze (e di questo ne sono sicura e contenta). Il problema che, invece mi riguarda è l'adolescenza che continuo a portarmi dietro.
Mio padre è un ex Carabiniere e facendo questo mestiere sa bene quali sono le cose brutte della vita, conosce il male che si nasconde dietro ogni angolo e, a tal proposito, è sempre stato Possessivo e ansioso.
Con il primo genito ha esagerat, ha sempre riportato su di lui l'attenzione sul "Cosa Non Fare" e mio fratello, infatti, ancora oggi è molto apprensivo.
Quando invece sono nata io, dopo aver notato l'effetto che ha avuto mio fratello, ha cercato di tenermi più "libera di fare", da piccola.
Le scuole elementari sono state piuttosto buone, anche perché ai tempi era mio fratello il Capoespiatorio (lo assillava nei problemi che aveva a scuola, invece di incoraggiarlo. Solo qualche anno fa mio fratello ha saputo di essere Dislessico).
Le scuole medie sono andate anche abbastanza bene. Potevo uscire con le amichette, addirittura potevo andare a cena fuori con le amichette.
Ma il problema si è cominciato a porre ed ha cominciato a pesare all'ultimo anno di scuole medie. Il Viaggio Scolastico. Tutti sono partiti, ma io no. Gli anni passavano e continuavo a sentirmi emarginata; tutti partivano e, malgrado le preghiere delle amiche a lui, non riuscivo a crescere.
Non sono mai partita, non sono mai uscita fuori la mia città e non ho mai dormito fuori. Sembra una banalità ma non mi ha fatto crescere per come volevo crescere e sentirmi sempre in disparte, anche solo con i discorsi tra amici, non è stato bello.
Ho finito la scuola e mi sono fidanzata. Sto con questo ragazzo che mi sta facendo conoscere la vita, mi sta facendo apprezzare le cose belle della vita e parlo delle cose più banali che invece, per me, erano spettacolari...
Sto con questo ragazzo da quattro anni e lui lo sa, sa anche che è molto maturo perché ha viaggiato davvero tanto e sicuramente non è uno stupido. Adesso però, c'è stato un cambiamento dentro me. Il mio ragazzo è partito ed è stato fuori per un bel po di tempo per problemi di lavoro. Io non ho più amici, perché non mi fido della gente, e quindi i mesi in cui lui non c'era, ho vissuto dentro, Nella mia stanza, ad eccezzione del lavoro.
Lui è tornato da tre mesi e mi ha trovato diversa. Io all'inizio non ci credevo ma adesso me ne rendo conto. Sono più spenta, il mio carattere sembra svanire poco a poco, il mio atteggiamento è diverso ed io ho capito che tutto questo è dovuto ad una sola cosa: La Paura.
Ci sono state delle situaizoni in cui chiedevo un permesso e mi veniva negato senza neanche una motivazione, e se insistevo per il Perché lui arrivava addirittura quasi ad alzarmi le mani facendomi paura. Ogni giorno litighiamo, anche per stupidaggini. Io insisto quando non mi viene data una risposta che ha senso e visto che, quasi sempre, lui si trova in torto (e lo sa, perché è palese), gira il discorso a suo favore senza una logica. Mi ripete che sono pazza se credo di poter partire qualche giorno e che il giorno che succederà senza il suo permesso non metterò più piede in casa, perché posso dimenticare di avere un padre.
Mi sono sempre sentita in errore, addirittura ho pensato di chiedere troppo. Come se chiedere di vivere fosse un errore. E così mi sono chiusa, ho alzato una barriera altissima d'avanti a lui e adesso il mio ragazzo vuole che gli chiedo di partire con lui e gli amici, un weekend in Spagna. Io lo desidero più di quanto non sappia dire, anche se forse nessuno ci crederà. Però non riesco a parlargli, non riesco neanche ad aprire il discorso perché ho Paura. Ho paura se mi risponde negativamente, se mi vieta di uscire la sera (come è già successo), se mi alza le mani, se se la prende con il mio ragazzo..Ho paura di sentire ancora di aver fallito, di essere in errore perché magari chiedo troppo..
Io lo amo davvero, con tutto il cuore ed io so, che il viaggio è quasi una scusa per farmi crescere. Mi dice che devo crescere e che se vuole cominciare a creare qualcosa per il futuro deve sapere che io sono cresciuta e sono in grado di affrontare mio padre.
Adesso mi sento un ansia incredibile che mi toglie il respiro. Devo respirare profondamente, perchè non riesco a rilassarmi. Sto tutto il giorno tesa e sento questo peso sulla mia anima. Lo so che devo farlo e che non potete crederci, so che può sembrare assurdo ma io sono bloccata con lui, sono davvero bloccata e non voglio che distrugge la mia esistenza, perché non mi sento viva in questo momento. Voglio partire, voglio crescere e voglio farlo con semplicità.
Non voglio abituarmi a stare male a vivere con i "se", illudendomi che Domani lo farò, perché lo dico ogni giorno e rinviare non mi fa bene, mi tiene solo più distante dall'Amore e dalla Vita.
Ho raccontato davvero pochissimo di ciò che volevo, ma non vorrei annoiarvi più di tanto.
Spero che qualcuno mi sappia dire come superare questa paura, davvero. Perché è impossibile vivere così. Sarei andata via di casa, ma non ho ancora la possibilità economica per vivere sola. Io non ne capisco molto ma, documentandomi online penso che ho subito e continuo a subire Violenza Psicologica.
A volte mi sembra di impazzire perché mi confonde talmente tanto che non distinguo più quello che dice lui e quello che voglio dire io e così finisco per tacere e lasciarlo continuare perché tanto non cambia niente, Io parlo e lui non ascolta e se ascolta non accetta le mie parole.
Il mio ragazzo afferma che lui ha paura di un confronto diretto con me, perché sa che quello che dico è giusto e quindi, non trovando una difesa di dialogo alza la voce e rigira il discorso dicendomi che sono ineducata, che non mi ha saputo crescere, che non uso la testa, che sono strana, che sono un mostro, che così non farò mai niente nella vita, che sono pazza, che gli manco di rispetto....Semplicemente perché esprimo un mio pensiero.
Scusate, mi sono dilungata. Vorrei solo delle risposte che non trovo.
Devo chiedergli del viaggio, pagherò io, lui deve solo dirmi "ti capisco, puoi andare, devi andare per crescere e diventare donna".
Grazie per l'attenzione,
Anima in fuga

















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