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  1. #1
    19biondina87
    Guest

    Topic informativo: "PARLANO DI D.A."

    MODIFICA DEL TOPIC:
    In questo topic potete postare titoli di libri e film che parlano di disturbi alimentari, ma anche avvisare di eventuali trasmissioni, documentari e interviste. Per favore, però, scrivete solo l'informazione, altrimenti diventa problematico. Gli OT saranno cancellati.



    Joey girando per internet ha provato un libro che vi può essere utile.. speriamo lo compri anche lei!!

    Lesléa Newman
    Bella da morire

    TRAMA
    Quanti di noi sono pienamente soddisfatti del proprio aspetto? Quanti di noi, guardando la televisione, sfogliando una rivista, preparandosi per una festa, o riflettendosi, per caso, nelle vetrine di un negozio non hanno mai detto "se solo potessi pesare 3 kg di meno!".
    Judi ha tredici anni, frequenta l'ultimo anno delle scuole medie e frasi come questa le pronuncia decine di volte al giorno.
    0 Di costituzione "robusta", ogni giorno si trova a fare i conti con compagne bellissime e magrissime, vestiti alla moda e ragazzi che non la guardano nemmeno con la coda degli occhi. E di fare una dieta nemmeno a parlarne! La madre liquida ogni suo tentativo di mettersi in quadro con la scusa che è giovane, e che deve ancora formarsi, e la gola fa tutto il resto, impedendole di resistere ad ogni schifezza che le capiti a tiro, così che anche gli sforzi più tenaci alla fine vengono vanificati.
    Finché un giorno, nel bagno della scuola, Nancy Pratt, la "ragazza ideale", la futura modella, magrissima, biondissima e "trendyssima", svela a Judi il segreto della linea perfetta.
    Perché preoccuparsi di non mangiare? Perché privarsi dei piaceri della tavola? Per essere perfette – pancia piatta, cosce lisce e costole in bella evidenza – basta non permettere al proprio corpo di assimilare il cibo che ingerisce. Basta mangiare, e poi vomitare.
    Perché non provare?
    Con la complicità e l'incitamento di Nancy, Judi mangia tutto quello che vuole, e subito dopo scarica ciò che ha mangiato nel water di casa sua. E anche se trova questo metodo piuttosto disgustoso, anche se morirebbe piuttosto di rivelarlo a qualcuno, anche se si sente un'imbrogliona nei confronti degli altri che credono ad una sua fantomatica forza di volontà, Judi non rinuncia a niente, e riesce a perdere più di mezzo chilo al giorno.
    Ma potersi permettere i tanto sognati jeans taglia 42 non la rende felice come aveva immaginato: i ragazzi non fanno la fila per uscire con lei, i sensi di colpa per ogni caloria ingerita si fanno sentire più forti che mai e il "gioco del mangia e vomita" diventa praticamente un'ossessione.
    Poi un giorno, quando al segnale convenuto si reca in bagno con Nancy per vomitare la colazione, l'amica sviene con la testa sul water, i capelli fradici e la bocca piena di sangue.
    E Judi capisce quanto un gioco possa essere pericoloso. E quanto il desiderio di una taglia in meno possa addirittura far rischiare la vita ad una persona.
    Nancy ricoverata in un letto di ospedale non è più bella: è scheletrica. Non è più coraggiosa: è disturbata. Non è più amica: è una ragazza egoista, che odia il cibo più di quanto ami se stessa.
    E Judi non vuol fare la sua fine.
    In fondo, "cinque chili in più o cinque chili in meno non hanno poi tutta questa importanza".

    L'autrice:
    Lesléa Newman è nata a Brooklyn. Ha scritto questo libro dopo aver letto sui giornali di una ragazza che è morta lasciando in un diario la storia della sua ossessione: dimagrire.



    GRAZIE A RAFFAELLA!!!!! THE BEST[/b]

  2. #2
    19biondina87
    Guest

    Volevo fare la modella
    di Margaret Clark

    Come si fa a mettersi a dieta se tua madre riempie il frigorifero di torte alla panna, crostate di frutta e dolcetti al cioccolato? Per quanti sforzi faccia, Lisa si convince che non riuscirà mai a dimagrire, e la congiura si fa grave quando papà decide di coinvolgere tutta la famiglia nel progetto di aprire un baracchino di hot-dog! Come farà a diventare una modella se nessuno, a cominciare dai suoi familiari è disposto a darle una mano? Ma le salsicce non significano solo altri grassi e tanto lavoro, bensì nuovi incontri e inaspettate sorprese.


    e' una lettura leggera per giovanissime ragazze..

  3. #3
    19biondina87
    Guest

    Mamy-Marrakech
    di Fabiola De Clerq

    Con "Tutto il pane del mondo" e "Fame d'amore" Fabiola De Clercq aveva parlato di sé, rievocando la propria lotta contro l'anoressia e la bulimia per dare voce a un disagio ancora poco conosciuto e aiutare, grazie anche alla fondazione dell'associazione ABA, migliaia di ragazze sofferenti. Oggi, raccogliendo il frutto di tanto lavoro, torna a ripensare alla sua vita da un altro punto di vista, illuminandola di una luce nuova e traducendola in racconto. In queste pagine, Fabiola lascia riaffiorare il passato e le esperienze che a lungo sono state oscurate dai sintomi dolorosi della malattia e si riappropria di quegli incontri umani che hanno segnato la sua crescita. A campeggiare allegra ed eclettica tra tutti è proprio la "Mamy-Marrakech" del titolo, l'amata nonna materna, aretina di origine ma vissuta settant'anni in Marocco. È lei a insegnarle l'arte di arrangiarsi, l'amore per la casa, la passione per le cose belle, il gusto di curare e colorare l'ambiente in cui vive. Ed è sempre lei a trasmetterle quella energia creativa che sola può aiutare a superare le tempeste dell'esistenza. Il viaggio nella memoria ha inizio in Provenza, tra le mura di una casa color cipria "dagli occhi turchesi" affacciata sul mare, e ristrutturata personalmente con amore. È da qui che si sprigiona il flusso sincopato dei ricordi: l'infanzia trascorsa nella severa famiglia paterna tra la fredda e aristocratica Bruxelles e l'amata Francia si intreccia sapientemente alla giovinezza libera e scapigliata tra i vicoli, le trattorie e le terrazze di Roma. Una Roma - quella degli anni Sessanta e Settanta - increspata da fermenti politici, artistici e culturali senza pari, in cui la giovane Fabiola si tuffa senza risparmiarsi. Sono gli anni di Luca Ronconi e del suo teatro sperimentale, di Alberto Moravia e Dacia Maraini, gli anni dell'avanguardia e dei suoi artisti, da Mario Schifano a Tano Festa a Cy Twombly. Proprio qui, tra via Margutta e piazza del Popolo, tra Campo de' Fiori e Trastevere, Fabiola si emancipa dalla famiglia, si innamora, soffre, si separa, impara un mestiere, diventa madre. Vivendo sempre ogni affetto fino in fondo, dalla passione amorosa alla comunione intellettuale all'impagabile solidarietà che solo le amiche possono offrire. A mano a mano che prendono forma i ricordi, emerge sempre più chiaramente il filo rosso che li lega: la gioia del lavoro artigianale (tanto simile, per molti versi, al percorso analitico) che trasforma una ragazza di buona famiglia nella paralumaia più ricercata di Roma e che oggi prosegue - accanto all'attività terapeutica nell'ambito dei disturbi alimentari - con la cura dedicata alle sue case e a quelle delle persone che ama. Per riscoprire ogni giorno i piccoli 'gesti semplici' che consentono di non perdere il contatto con la vita.

  4. #4
    19biondina87
    Guest

    FAME D'AMORE
    di Fabiola De Clerq

    L'anoressia e la bulimia rappresentano il disagio psicologico più diffuso fra le donne di questi decenni. Alle persone che soffrono di disordini alimentari, a quelle che le circondano e a coloro che sono impegnati nella terapia è rivolto questo libro: non si tratta di un manuale che offre risposte preconfezionate, ma piuttosto di uno strumento aggiornato, approfondito, capace di addentrarsi nelle ragioni ultime della malattia perché nato dall'esperienza diretta dell'autrice, a lungo anoressica e bulimica lei stessa, e dal quotidiano contatto con migliaio di ragazze sofferenti.

    ISBN: 8817117080

  5. #5
    19biondina87
    Guest

    BRICIOLE
    di Alessandra Arachi

    Comincia con tre polpette al sugo questa storia. Tre polpette di carne di vitello vomitate nel bagno di casa con la porta spalancata. 'Anoressia mentale' sarebbe stata la diagnosi psichiatrica. Mio padre non avrebbe mai voluto crederci..."
    E' difficile credere all'anoressia mentale. Chi la osserva da fuori non riesce a concepire che il cibo possa diventare un nemico così, all'improvviso, apparentemente senza motivi.
    Chi la vive non capisce più come sia possibile per le persone riuscire a mangiare senza pensieri, senza ansia, senza angoscia.
    Briciole: un'anoressica non concede più di tanto cibo al suo corpo.
    Briciole: un'anoressica non concede più di tanto spazio al mondo esterno.
    Ma succede che anche una briciola di emozione può ribaltare la vita.
    Il primo passo verso la guarigione è ammettere, riconoscere di avere un problema... e in effetti è quello che accade alla protagonista del libro... nessun medico, psicologo, marito, padre o madre che sia era riuscito a farle capire il problema, a farle da guida come il suo amico tossico... perchè l'anoressia è senz'altro una malattia, ma allo stesso tempo è una droga, la vita di un anoressico è ammorbata dal conteggio delle calorie ingurgitate ed espelte, la vita di un tossico è in funzione del continuo approvvigionamento della droga... e anche gli anoressici si ripetono, come molti, troppi tossici... IO POSSO SMETTERE QUANDO VOGLIO.

  6. #6
    19biondina87
    Guest

    UNA VITA SOTTILE
    di Chiara Gamberale

    Chiara Gamberale parla con tono spensierato di tutto ciò che la circonda ogni giorno, delle persone che incontra, di quelle che sanno tutto e la sostengono, e di quelle che ignorano il suo dramma quotidiano: la lotta con la bilancia, il terrore di ingrassare e il rifiuto del cibo fino a che il corpo quasi si fa aria. E la reazione incontrollata, l'assalto al frigo e la grande abbuffata, per poi sentire ancora il bisogno di svuotarsi. Dialoghi vivaci, versi senza pretese, riflessioni e prese di coscienza unite al piacere delle piccole conquiste si alternano tra tensione e dolcezza.Tante volte ci si chiede cosa aiuta quando tutto sembra finire, un libro, questo libro, l'essenza di parole che aiutano l'anima.
    "Scelgo la vita!" E' il punto d'arrivo di una lunga e dolorosa battaglia per la riconquista del proprio corpo e della propria mente. Una battaglia contro quella che è stata definita la malattia dell'amore: disturbi alimentari, anoressia, bulimia.
    E dietro questa storia ci sono tante storie. Nomi e volti, dietro cui si nascondono lacrime e silenzi, sogni e follie, e la scelta di una vita che si è decisi finalmente di voler vivere.



  7. #7
    19biondina87
    Guest

    BROKEN BARBIE
    di Alessandra Amitrano


    Stella è una ragazza spezzata, anche se nessuno riesce a vederlo. Passa la vita a cercare ossessivamente, instancabilmente, quelli come lei, della sua razza, rotti dentro. Detesta la sua città, Napoli, la puzza delle strade, la gente che ci vive, il mare, Mario Merola, Roberto Murolo, la luna, il sole, i tifosi. Divora quantità spropositate di cibo oppure non mangia niente. Dentro di lei vivono due mostri, il folletto e il divoratore, uno che la ama e uno che la odia. Passa da una storia all'altra e si sposta continuamente di città in città, di piazza in piazza, si rifiuta ostinatamente di crescere ed è incatenata alla sua adolescenza. Forse perché vuole piacere a quell'uomo bello e triste, il suo papà, che è attratto morbosamente da lei.
    C'è una Barbie dentro di noi; sarebbe perfetta, proprio come la
    bambola, ma a volte si rompe; perché le esperienze della vita la spezzano, perché chi ci dovrebbe naturalmente amare non lo fa. Sono questi i temi fondamentali dell'esordio narrativo di questa giovane autrice Alessandra Amitrano, in "Broken Barbie"
    Un romanzo duro, durissimo; ti lacera dentro! E come la fame bulimica di cui soffre la “Broken Barbie” Stella, si lascia divorare in pochissimo tempo.
    Lacera perché mette di fronte a verità scomode ma inconfutabili, lacera perché fa prendere coscienza del dolore spesso sopito - o sepolto - nei meandri più profondi del nostro (mal)essere.
    Una scrittura facile, giovane, diretta, senza inutili calambour e, proprio per questo, ancora più efficace, arriva direttamente al cervello, come una spada che trafigge qualsiasi emozione finora provata.
    Stella è una ragazza rotta dentro, dotata di una sensibilità superiore alla norma spesso fonte di disagi emotivi. È alla continua ricerca di quel pezzetto di lei assente, ma nemmeno Stella sa cosa le manchi, sente solo che questa assenza è causa di un dolore sordo e cerca di riempire questo vuoto, divorando esperienze e cibo, fagocitando la vita; e questo viaggio alla ricerca di sé assomiglia a un vero calvario. È come se si inoltrasse in un tunnel, lunghissimo di cui non si vede la fine, con pareti costruite e continuamente alimentate dalla disperazione e dalla voglia di farsi male per farsi amare da un altro essere umano. Ma quando, nel tunnel, filtra una luce di speranza, un po’ d’amore, Stella è pronta a cacciarla via con tutte le sue forze, perché dentro di sé ha un diavoletto che le dice che non ha diritto a essere amata da qualcuno.
    E attraverso un lungo viaggio, costellato da droga, aborti, anoressia, bulimia, che la porterà da Napoli alla Spagna e, passando per Roma, di nuovo a Napoli, incontrerà sul suo cammino altri ragazzi e ragazze, come lei, rotti dentro. Stella si lascia trasportare in questo vortice di disperazione senza porre resistenza, come se fosse un’altra da sé, una spettatrice asettica della sua stessa vita.
    Nessuno conosce il suo cuore, nemmeno lei, e nessuno conosce il suo dolore perché lei non permette ad alcuno di scoprirlo: lei cerca solo ragazzi come lei, con il cuore seviziato dalla vita, rotto dentro. Desidera ardentemente l’attenzione del padre – fannullone e affascinante anche con le sue amiche – tutta per lei, mentre la madre è una donna totalmente assorbita dal suo lavoro ma ipocritamente concorrenziale nei confronti della figlia: lei, la madre, desidera solo sedurre qualunque essere di genere maschile si presenti nel suo raggio d’azione, solo così si sente viva e si stacca per un istante dall’apatia quotidiana; e Stella, la figlia, è vista come un pericolo e, invece di percepire e alleviare il suo disagio verso la vita, il suo dolore, il più delle volte lo alimenta a dismisura, mettendosi sempre e comunque al centro dell’attenzione, come una bambina mai cresciuta.
    È un romanzo totalmente disincantato sui legami famigliari, su quanto possano essere distruttivi e malati. Su come possano trasformare la normalità in una guerra silenziosa e mai dichiarata, dove ognuno è piegato sul proprio dolore, nella propria trincea, incapace di sollevare lo sguardo e di aprire il cuore alla sofferenza altrui.


    ISBN: 8881126435

  8. #8
    19biondina87
    Guest

    QUANDO IO VEDEVO SUONI
    di Consolata Chiantelassa

    Dalla comunità dove vive oggi, una trentacinquenne di ottima famiglia, etichettata come malata di mente, ripercorre la sua storia. Una storia fatta di mancanza d'amore, di amicizie difficili, di droga e di anoressia; di anni trascorsi a combattere contro le allucinazioni della propria mente. Un resoconto crudo e angosciante per prendere coscienza e far luce sui comportamenti estremi dei giovani.

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