Generalmente la cocaina si trova sotto forma di polvere bianca, cristallina e inodore, dal sapore amaro. Non è mai pura, è sempre tagliata con altre sostanze: una dose presenta mediamente non più del 50-60% di cocaina, per cui gli effetti e la tossicità (sempre maggiore nelle droghe spacciate) variano a seconda delle sostanze di taglio. Vista la facilità di tagliare una semplice polvere bianca, esistono report di casi in cui la presenza effettiva di cocaina non andava oltre il 10%.
Effetti:
Gli effetti della cocaina sono molto soggettivi, variano secondo la purezza della dose, dallo stato psico-fisico della persona e dal contesto. Sono condizionati inoltre dalla modalità di assunzione, dalla velocità d’assorbimento della sostanza. La cocaina, agendo come stimolante del Sistema Nervoso Centrale, determina principalmente un aumento della lucidità mentale, una riduzione della sensazione di fatica, una diminuzione dell’appetito ed ha spesso un’azione complessiva di tipo euforizzante. Sensazione di benessere, aumento di sicurezza e di fiducia nelle proprie possibilità, voglia di parlare, di muoversi e camminare, aumento del desiderio sessuale, dell'attenzione si accompagnano però ad una tendenza all'aggressività ed alla paranoia. Gli effetti piacevoli svaniscono velocemente (dopo circa 30-40 minuti) e spesso lasciano il posto alla così detta fase down, che consiste in uno stato di depressione, malumore e ansia, insonnia.
L'assunzione di cocaina può determinare: battito cardiaco irregolare e accelerato, gastriti, stitichezza, nausea, vomito e inappetenza, aumento della temperatura e dell'attività muscolare, tremori, mal di testa, sudorazione, brividi, inibizione dell'eiaculazione, ritenzione urinaria.
Gli effetti della cocaina sul Sistema Nervoso Centrale sono dovuti all'azione che essa esercita sulla dopamina, il neurotrasmettitore fondamentale del sistema di ricompensa cerebrale ed entra in azione in tutte le situazioni in cui si sperimentano sensazioni gratificanti e piacevoli. La cocaina impedisce il riassorbimento della dopamina da parte delle terminazioni nervose, determinando nei neuroni che la contengono, un rilascio maggiore. L'iperfunzionamento cronico dei sistemi cerebrali del piacere e della ricompensa indotto dalla cocaina porta ad un deficit della dopamina. Tale carenza provoca - quando viene a mancare la stimolazione della cocaina - il blocco della trasmissione nei sistemi di ricompensa e del piacere nel cervello. Questo fenomeno è alla base della depressione e dell'esaurimento psicofisico che compaiono durante l'astinenza da cocaina.
Rischi:
- La cocaina è una sostanza con cui è facilissimo rimanere invischiati. La dipendenza - che può rafforzarsi velocemente - possiede una forte componente psichica, strettamente legata all'impellente desiderio della sostanza (Craving). Nell'uso cronico l'astinenza produce una depressione psicofisica, che determina il costante aumento dei dosaggi e della frequenza d’assunzione.
- Quando appaiono i sintomi di intossicazione (senso di tensione, irritabilità, ansia...) occorre sospendere immediatamente l'uso della cocaina e socializzare i problemi con persone qualificate.
- Possono manifestarsi o acutizzarsi problemi psichiatrici quali ansia, allucinazioni, idee deliranti, fobie persecutorie.
- Col progredire dell'intossicazione cronica, contrariamente a quanto succede con l’eroina, il fenomeno della tolleranza inversa espone a un rischio maggiore di overdose (sindrome da sovradosaggio) proprio coloro che assumono abitualmente tale sostanza.
Parecchi sono i sintomi che indicano che si sta raggiungendo il livello di iperdosaggio, con rischi anche mortali, (sudore freddo, pallore, ansia, aggressività, insonnia, eccessiva irritabilità). E’ indispensabile prestare estrema attenzione a questi sintomi: essi infatti indicano che l'organismo non è più in grado di tollerare ulteriori dosi di cocaina.
Occhio ai mix:
Abusi di cocaina (soprattutto in combinazione con l’assunzione di bevande alcoliche) possono allentare i freni inibitori e facilitare comportamenti aggressivi, anche violenti.
In generale l'uso combinato di cocaina con altre sostanze illegali o legali (alcool, psicofarmaci), è estremamente pericoloso.
Tieni presente che:
> Se decidi di consumare sostanze non ti isolare e comunque evita luoghi pericolosi o appartati (anche se sei in gruppo).
> E’ consigliabile non usare sostanze se si devono intraprendere attività dov’è necessaria una completa lucidità, prontezza di riflessi e integrità delle percezioni, come la guida di veicoli.
> Presta particolare attenzione alle sostanze che non conosci e che utilizzi per la prima volta: la scarsa conoscenza o la sottovalutazione degli effetti e dei rischi potrebbero rendere più difficile la gestione di un’eventuale situazione problematica.
> In caso di necessità o d’incertezza, non aver paura e chiedi aiuto: se è presente uno spazio Chill Out rivolgiti agli operatori (la struttura è organizzata per accogliere e gestire i casi di malore) o chiama il 118.
> I MIX: usare più sostanze insieme è sempre un rischio. Le diverse combinazioni di sostanze assunte non permettono di conoscere tutti gli effetti che ne derivano: il mix può avere conseguenze inaspettate, sgradevoli e di difficile gestione: in alcuni casi esse possono essere estremamente pericolose.
> In generale i diversi livelli d’alterazione delle sostanze, la durata degli effetti ed i rischi annessi, sono fortemente condizionati da fattori come: le caratteristiche personali (fisiche, psicologiche ed emotive che possono essere diverse nella stessa persona da momento a momento), le aspettative legate all’esperienza ricercata, il contesto d’uso, la qualità e quantità di sostanza assunta, la concentrazione di principio attivo ed - in ultimo, ma non meno importante - la modalità d’uso (assunzione per via orale, inalazione, sniffo, pratiche iniettive).
> Rispetto alle sostanze illegali, va tenuto presente che il circuito del mercato nero non permette di conoscere la reale composizione della sostanza e le caratteristiche delle sostanze con cui è stata “tagliata”.
> E’ credenza comune ma errata che le droghe naturali (es: cannabis, funghetti allucinogeni, oppio ..) non abbiano effetti nocivi e pericolosi come le sostanze chimiche di sintesi.
Approfondimenti:
La cocaina sta conoscendo una peculiare quanto rapida diffusione. Nel nostro paese rispetto al 2001, secondo le stime del Ministero*, il numero di coloro che ne hanno fatto uso nell’ultimo anno è raddoppiato, raggiungendo il 6,7% della popolazione, con la concentrazione più elevata nella fascia 25-34 anni di età. Il fare uso di cocaina ha perso un po’ di quell’alone distintivo che ne faceva un esclusivo divertissment d’elite, una sostanza da ricchi, penetrando nella vita di migliaia di persone, in fasce di popolazione spesso non “sospettate”, lontane dalla marginalità e dalla devianza. Essa non ha perso quindi il suo charme. Nota particolare, quella per la cocaina sembra essere essenzialmente una passione maschile, se è vero che ben il 9,9% dei 19enni maschi ne ha fatto un utilizzo negli ultimi dodici mesi, mentre solo il 4,7% delle donne.
Questo aumento del consumo di cocaina non si presta ad essere spiegato semplicemente con il consistente calo del prezzo degli anni recenti (dai 99 euro del 2001 agli 87 del 2005 al grammo di media, secondo le stime).
Esso si accompagna ad un deciso aumento, nelle società contemporanee, del consumo di quasi tutte le altre sostanze psicotrope, legali e illegali, che vengono usate alternativamente, in sovrapposizione e in supporto l’una dell’altra. Come accade per molte altre sostanze illegali, chi la assume è abitualmente un consumatore di altre sostanze, spesso legali, e tra i suoi acquirenti il 90% ha un utilizzo pregresso di alcol e tabacco, mentre l’85% di cannabis e un buon 11% ha un utilizzo pregresso di psicofarmaci.
L’aumento da parte della popolazione dell’assunzione di sostanze dovrebbe portare a rileggerne le motivazioni. Se consideriamo lo stile di vita di una persona come l’insieme complesso di comportamenti e di consumi scelti tra i tanti possibili a partire da un panorama interno di credenze e valori vedremo che l’uso di sostanze psicotrope sta assumendo forme variegate che mal si prestano ad una lettura legata esclusivamente al fenomeno dell’emarginazione sociale: le modalità di avvicinamento ad esse e del loro utilizzo tende a somigliare alla fruizione di un bene di consumo, per quanto illegale. Colui che va a ricercare la cocaina, come ogni altra sostanza, come ogni altro bene di consumo, non è alla ricerca di una semplice soddisfazione sul piano materiale, ma sta cercando di vivere un’esperienza che va ad arricchire il suo mondo emotivo-immaginativo. In quanto “bene”, comprendere l’utilizzo di cocaina significa comprendere i luoghi in cui questa esperienza va ad acquisire significato, quali sono i “rituali” che glielo conferiscono, che la inseriscono nella pletora delle scelte possibili, rendendola percepita non solo come una scelta di devianza, come viene vista ancora dalla maggior pare della popolazione, ma una scelta coerente rispetto ad un panorama di valori.
Da questa prospettiva è possibile dare una lettura dell’aumento del consumo di questa sostanza oggi: in una società dominata dal criterio della prestazione la cocaina acquista il suo particolare significato, andando a inserirsi in ambiti e contesti differenti: sia come sostanza “ricreazionale” – poiché anche nelle relazioni sociali quello che si cerca è la prestazione perfetta- sia, cosa che la rende differente da molte altre sostanze, come coadiuvante sul lavoro o nei luoghi della vita quotidiana.
La cocaina rappresenta da questo punto di vista la droga “perfetta”. Nella società del “dare il meglio di sé” essa consente di mettere a tacere ogni insicurezza, accenno di imbarazzo o anche malinconia latente (proprietà quanto mai squalificate dal rombante appeal della contemporaneità).
E’ stato fatto notare che oggi la felicità non sembra essere qualcosa da sognare né tanto meno da possedere, ma qualcosa da esibire: il felice ha successo. La cocaina risponde esattamente a questo input, producendo una personalità da sfoggiare, fatto che la differenzia da molte altre sostanze. Ad esempio l’alcol -pur abbassando le inibizioni- presenta un eccesso che produce , dopo un certo lasso di tempo, un declino delle prestazioni sociali, un lento offuscamento delle capacità motorie e relazionali. Raramente una “sbronza” consentirà di apparire magnifico, e l’ubriacone è spesso socialmente stigmatizzato. Al contrario la “grinta” della cocaina non conosce né le stesso abbassamento delle prestazioni, né lo stessa evidenza d’uso. Proprio il mix –ormai sempre più comune- di coca e alcol sembra garantire invece il prolungamento degli effetti voluti dell’alcol.
E’ inoltre una sostanza pulita, non presenta “scorie visibili” e sembra molto meno dannosa di altre sostanze. Il danno non è avvertito dal corpo né percepito dalla mente: difficilmente si fa caso al danno neuro-cerebrale durante una serata in discoteca. Le altre sostanze pesanti sembrano necessitare maggiormente di “contesto”, mentre la cocaina è in grado di insinuarsi in ogni circostanza dando all’apparenza effetti lievi. Persino il rituale della sua assunzione, con tanto di strumenti specifici estremamente raffinati, è verosimilmente legato nell’immaginario a un’idea limpida e vincente della vita: niente a vedere con lo strazio del tossico agli angoli di una strada, ma la faccia esaltata di scarface.
Emerge così l’idea di un consumo di sostanze stupefacenti non più limitato all’universo giovanile e alle loro sub-culture, o agli ambienti dove prevale l’emarginazione e l’esclusione sociale, ma esteso anche tra i professionisti, i lavoratori e aree di popolazione genericamente considerate estranee al fenomeno, in quella che è considerata la “normalità”.
Questi elementi, che la rendono particolare nel quadro delle sostanze pesanti, la rendono apprezzata anche al di fuori del mondo giovanile, ne favoriscono una incontrollabile diffusione e la sua incursione in ambiti che esulano anche dalla socialità e dal loisir, da qui la sua grande pericolosità.
Fonte: Scheda Informativa: cocaina | sostanze.info

















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